“Immagina una mite sera d’estate nell’antica Grecia”, cit. Sheldon Cooper
Eratostene, vissuto pensate un po’ tra il 276 a.C. e il 196 a.C., fu il primo a riuscire a misurare la circonferenza della Terra. Egli sapeva che a Siene (l’attuale Assuan, che si trova a circa 800 Km a sud-est di Alessandria), in un momento preciso dell’anno, il sole illuminava il fondo dei pozzi. Questo evento si ripeteva ogni anno a mezzogiorno del solstizio d’estate e dipendeva dal fatto che i raggi del sole cadevano verticalmente. Notò inoltre che ad Alessandria nello stesso giorno e alla stessa ora i raggi del Sole non erano perpendicolari ma formavano un angolo di 7,2° con la verticale (questa differenza dipendeva dalla curvatura della Terra).
Ragionò in questo modo: l’angolo di 7,2° è congruente all’angolo che ha per vertice il centro della Terra e i cui lati passano rispettivamente per Alessandria e Siene (infatti sono angoli corrispondenti e quindi congruenti rispetto a due rette parallele tagliate da una trasversale). Si tratta quindi di una “distanza angolare” tra le due città, pari a un cinquantesimo dell’angolo giro.
Ciò significa anche che la distanza “effettiva” tra le due città (ritenuta di 5.000 stadi) è un cinquantesimo della circonferenza terrestre. Eratostene moltiplicò per 50 questo valore, ottenendo 250.000 stadi: la prima misura scientifica della circonferenza terrestre. Arrivò a circa 39.375 km sbagliando di circa 600 km rispetto alla misura estremamente precisa ottenuta con le strumentazioni odierne (39.941 km della circonferenza polare). Parliamo dell’1,4%!
Fa pensare la genialità di questi uomini che nonostante penuria di mezzi riuscivano ad ottenere risultati scientifici incredibili. E fa ancora più pensare alla nascita da qualche anno del club dei ‘terrapiattisti’.
