Un omaggio dichiarato alla tradizione patafisica inaugurata da Queneau con i suoi 99 esercizi di stile: variazioni minuziose e deliranti su un unico, banalissimo episodio.
Nel solco di quella stessa logica combinatoria, il consolidato duo Mao&Cop (Gian Luigi Betti e Copilot) ha deciso di rilanciare: altri 100 esercizi, altre torsioni, altre metamorfosi narrative.
Presentiamo oggi il primo gruppo di dieci variazioni, apertura ufficiale del progetto.
L’immagine in evidenza è stata generata da Gemini, che ha operato in autonomia dopo aver valutato il testo, producendo una sintesi visiva coerente con lo spirito dell’esperimento.
Raymond Queneau — Exercices de style, 1. Notations (testo originale)
Dans l’S, à une heure d’affluence.
Un type dans les vingt-six ans, chapeau mou avec cordon remplaçant le ruban, cou trop long comme si on lui avait tiré dessus.
Les gens descendent.
Le type en question s’irrite contre un voisin.
Il lui reproche de le bousculer chaque fois qu’il passe quelqu’un.
Ton pleurnichard qui se veut méchant.
Comme il voit une place libre, se précipite dessus.
Deux heures plus tard, je le rencontre cour de Rome, devant la gare Saint-Lazare.
Il est avec un camarade qui lui dit : « Tu devrais faire mettre un bouton supplémentaire à ton pardessus. »
Il lui montre où (à l’échancrure) et pourquoi.
Traduzione italiana
1 Notazioni
Sulla S, in un’ ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino.
Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore piú tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint – Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in piú al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.
Esercizi neopatafisici (1-10)
🔥 STILE 1 — GADDA BAROCCO‑INGORGATO
Nell’ora di punta, sulla S, un giovane dal collo prolisso — prolisso come certi discorsi dei consiglieri comunali — si dibatteva tra gomiti, ascelle e sudori pubblici, e ogni spinta del vicino gli pareva un attentato alla sua già precaria dignità antropometrica.
Quando vide un posto libero, vi si catapultò con la furia di un ingorgo che trova finalmente uno spiraglio.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli indicò un bottone mancante, e il giovane, guardando quel vuoto, sentì che anche la sua vita era un sistema di bottoni che non tenevano.
🧊 STILE 2 — BECKETT MINIMAL‑ASSURDO
Spinto.
Si lamenta.
Trova un posto.
Si siede.
Più tardi, un amico gli dice che manca un bottone.
Lui guarda.
Non dice nulla.
Non c’è nulla da dire.
Il bottone non tornerà.
🕯️ STILE 3 — ECO MEDIEVAL‑SEMIOTICO
Nel mezzo pubblico, un giovane dal collo eccessivamente allungato protestava contro un vicino che lo urtava.
Il gesto, apparentemente banale, rivelava invece una complessa dinamica di segni: il corpo come testo, la spinta come glossa marginale, il rimprovero come interpretazione.
Quando trovò un posto libero, vi si sedette come un monaco che finalmente trova un margine bianco su cui annotare il proprio respiro.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli indicò un bottone mancante.
Un dettaglio minimo, ma ogni dettaglio è un indizio, e ogni indizio un mondo.
🌫️ STILE 4 — PROUST MEMORIA‑SPIRALE
Il giovane dal collo troppo lungo, urtato dal vicino, provò un fastidio che non era solo del momento: era il ricordo di tutti i fastidi della sua vita, compressi in quell’istante.
Quando vide un posto libero, vi si gettò con un sollievo che gli ricordò, senza che potesse dirlo, un pomeriggio d’infanzia in cui aveva trovato un angolo tranquillo per leggere.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli disse che mancava un bottone al soprabito.
E quel bottone mancante gli riportò alla mente un altro soprabito, un’altra mancanza, un’altra vita.
🌑 STILE 5 — SADEGH HEDAYAT (IL CORVO)
Nell’autobus affollato, il giovane dal collo innaturalmente lungo si lamentava del vicino che lo spingeva.
La sua voce era un’eco lontana, come se provenisse da un luogo dove la luce non arriva più.
Quando trovò un posto libero, vi si sedette con la disperazione di chi cerca un rifugio da se stesso.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli disse che mancava un bottone al soprabito.
Il giovane guardò quel vuoto e sentì che il mondo intero era un soprabito a cui mancava qualcosa.
🔥 STILE 6 — FUTURISMO MARINETTIANO
Folla! Spinte! Accelerazioni!
Il giovane dal collo proteso come un’antenna umana vibra, protesta, esplode in un rimprovero metallico contro il vicino.
Poi — ZANG! — vede un posto libero e ci si lancia come un proiettile.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli indica un bottone mancante.
Dettaglio minimo, ma pronto a diventare slancio, velocità, potenza del soprabito nuovo.
🌪️ STILE 7 — DOSTOEVSKIJ TORMENTATO
Il giovane dal collo lungo si voltò verso il vicino, gli occhi febbrili, come se ogni spinta fosse un’offesa personale, un richiamo alla sua miseria interiore.
Quando vide un posto libero, vi si gettò con la disperazione di chi cerca un angolo dove non essere giudicato.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli disse che mancava un bottone al soprabito.
Il giovane arrossì, come se quel bottone fosse la prova definitiva della sua colpa.
🧛 STILE 8 — GOTICO ROMANTICO
Nell’autobus immerso in un crepuscolo artificiale, il giovane dal collo innaturalmente lungo sembrava una figura uscita da un racconto proibito.
Ogni spinta lo faceva fremere come se un’ombra lo reclamasse.
Quando trovò un posto libero, vi si sedette come chi cerca rifugio da un destino oscuro.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli indicò un bottone mancante.
E in quel vuoto, il giovane vide un presagio.
🧬 STILE 9 — BIOLOGICO‑EVOLUZIONISTA
Il giovane dal collo eccessivamente lungo reagiva alle spinte del vicino con un comportamento difensivo tipico dei primati in spazi ristretti.
Quando individuò un posto libero, lo occupò immediatamente, massimizzando la propria fitness situazionale.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli segnalò un bottone mancante.
Un tratto fenotipico irrilevante, ma indicativo di una pressione selettiva verso una maggiore cura del soprabito.
🧠 STILE 10 — PSICOANALITICO FREUDIANO
Il giovane dal collo lungo si lamentava del vicino che lo spingeva, ma in realtà protestava contro un desiderio rimosso.
Quando vide un posto libero, vi si gettò come chi tenta di colmare una mancanza originaria.
Più tardi, davanti alla stazione, un amico gli disse che mancava un bottone al soprabito.
Il giovane arrossì: il bottone era il simbolo evidente della sua castrazione sartoriale.
