Il Presidente Trump celebra i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti con un discorso allucinato in cui viene individuato un unico, tragico pericolo per la sopravvivenza della “più grande potenza del mondo”.
Si tratta del Comunismo che spaventava i Padri fondatori prima ancora di esistere, che ha trovato in Marx il più grande avversario del patriottismo a stelle e strisce e che ora circola negli Stati Uniti in mille forme, ma soprattutto attraverso immigrati e criminali.
Neppure il peggior film distopico poteva arrivare a simili vette; naturalmente i liberal di tutto il pianeta occidentale si sono prodigati in lodi alla grandezza della più grande democrazia del mondo, alla sua esperienza giuridica, ai suoi grandi valori, dimenticando la schiavitù, il genocidio dei nativi e le tante forme di “esportazione della democrazia”.
Del resto come rinunciare agli hamburger di Villa Taverna o ad una capatina sul mega yacht del miliardario ambasciatore Ferlitta?
E allora diamo sfogo alle celebrazioni degli eroi Usa, scopriamo statue ai portatori di libertà e dimentichiamoci del presidente dal ciuffo rossiccio che insegue i comunisti: a noi, come direbbe Letta, piacciono i presidenti che fanno le guerre ma le fanno in nome della libertà, come in Iraq.
Soprattutto i neoliberal sono molto contenti della possibilità di portare tutti i risparmi dei propri paesi verso lo scrigno di Wall Street.
Il valore delle Ipo – le nuove quotazioni in borsa – a livello globale nel primo semestre del 2026 è volato a 178 miliardi di dollari in 524 operazioni, trainato dai 75 miliardi di dollari della quotazione di SpaceX avvenuta a giugno.
Nello stesso periodo dello scorso anno i capitali raccolti si erano fermati a quota 58,2 miliardi in 489 deal.
L’analisi del report “Global IPO Watch H1 2026” realizzato da Pwc evidenzia come il 77% dell’ammontare complessivo raccolto, pari a 137,5 miliardi di dollari attraverso 203 quotazioni, con un balzo del 404% rispetto ai 27,3 miliardi dello scorso anno, è stato realizzato nelle Americhe.
Si tratta della performance migliore per la regione dal 2021.
All’interno del continente il mercato statunitense, da solo, ha pesato per il 98% dell’attività regionale, con 135,3 miliardi di dollari raccolti (+396% sul 2025).
E anche depurando il dato dall’effetto SpaceX, gli Stati Uniti hanno comunque messo a segno una raccolta da Ipo per 60,3 miliardi di dollari.
Più contenuto l’andamento nelle altre regioni con l’Asia-Pacifico che si conferma l’area più attiva al mondo per numero di operazioni, con 249 Ipo che hanno raccolto 29,6 miliardi di dollari (+38% sul 2025). Le attività sono state particolarmente vivaci in Cina continentale e Hong Kong, i cui proventi combinati sono balzati del 148% a 20,8 miliardi di dollari.
L’area Emea ha invece registrato una crescita più modesta, con 10,9 miliardi di dollari raccolti su 72 IPO (+15%), sostenuta principalmente dall’Europa (+76%), mentre il Medio Oriente ha registrato un rallentamento.
In estrema sintesi, le Borse Usa stanno continuando ad attrarre i risparmi mondiali, spostandoli soprattutto dall’Europa dei volenterosi e dei sovranisti che ha deciso di continuare a celebrare il proprio sfruttamento finanziario in nome della Grande America, mentre Trump cerca di trovare degli introvabili comunisti.
Alessandro Volpi Facebook 4-7-26
NOTA REDAZIONALE
IPO (Initial Public Offering) È la prima offerta pubblica di azioni di una società sul mercato finanziario: l’azienda vende per la prima volta una parte del proprio capitale agli investitori tramite una quotazione in borsa.
In “Global IPO Watch H1 2026” Il termine indica semplicemente tutte le operazioni di quotazione avvenute nel primo semestre 2026, monitorate a livello globale.
