con licenza di uccidere!
In perfetta sintonia con lo spirito del tempo può capitare di assistere a scene di odio quasi orgiastico in presenza di ladri in fuga col malloppo. È successo pochi giorni fa in un luogo della versilia dentro un bar gremito di clienti che, alla vista di un ladruncolo che usciva da una roulotte parcheggiata a pochi metri di distanza, sono insorti all’unanimità al grido furibondo di “ al ladro, al ladro, a morte a morte” in pieno stile vannacciano.
Malgrado la gravità del reato che non mi sogno certo di minimizzare, la reazione era talmente sproporzionata da renderla più interessante dell’azione stessa del reo e più ridicola che drammatica . Il centro della scena non era più occupato dal ladro, ma da chi gli urlava contro: il vero evento meritevole di un approfondimento sociologico non era il furto, ma il comportamento di coloro che urlavano in modo tale da far temere una catastrofe mondiale per la quale -almeno dalle reazioni che di solito accompagnano gli eventi mondiali più orribili – non ci si spende altrettanto.
Ed infatti qualcuno lo ha notato e nel pieno dell’isteria collettiva si è permesso di fare da “doccia fredda” e di richiamare la “ggente” scalmanata a più miti consigli, a toni un po’ meno esagitati. Mal gliene incolse! Il disavveduto, malcapitato disturbatore dell’emozione pubblica è stato bruscamente zittito e accusato di far parte della masnada dei rompiscatole di sinistra, che si schierano sempre dalla parte dei delinquenti: la cosiddetta “parte giusta.” Mi rendo conto che fare da calmiere in un momento così eccitante con l’adrenalina che sale alle stelle, non è stata una trovata geniale, ma don Chisciotte l’avrebbe fatto e scusatemi se è poco! Purtroppo non s’interrompe un’emozione, come si suol dire.
E quale emozione più forte di quella di assistere in diretta ad un’azione criminale senza i filtri televisivi e/o digitali di vario genere? Essere testimoni dal vivo – ma potrebbe scapparci anche il morto come del resto è già successo – di un fatto criminale? Vantarsi l’indomani di aver visto tutto con i propri occhi, magari “decorando” la narrazione con fregi avvincenti quanto inesistenti e recitare la parte dei fustigatori del male passando disinvoltamente dal ludico all’etico e fare una gran bella figura? Ma quanti di coloro che si atteggiavano a giustizieri – mi chiedo – possono rivendicare sempre e a buon diritto, un comportamento legalmente ineccepibile? Questo non giustifica certo chi ruba, ma invita tutti noi a riflettere sugli effetti devastanti che le varie gogne mediatiche producono sulla coscienza morale collettiva.
“Dacci oggi il nostro ladro quotidiano” che ci liberi dalle frustrazioni e dall’anonimato, dalla rabbia per i torti ricevuti e per i tentativi falliti, dal rammarico per non avere alzato la voce quando era indispensabile farlo, dalla noia di una vita insignificante e insoddisfacente … Per fortuna c’è sempre un “ladro” da qualche parte su cui scagliare i nostri bastoni e scaricare le nostre responsabilità. Qualcuno che è peggio di noi o che comunque ce lo fa credere. Menomale che il ladro c’è, sennò come faremmo a tirare avanti?
Anna Maria Guideri 28-8-26
