Se non ci fosse da piangere, sarebbe davvero una situazione spassosa.
Un breve riepilogo. Monte dei Paschi di Siena, salvato con soldi pubblici, torna quasi completamente in mani private, come del resto vuole questa simpatica Unione Europea.
Dentro Mps hanno un grande peso due famiglie di miliardari italiani, Caltagirone e Del Vecchio, che, con il benestare del governo e dei grandi fondi Usa, si “comprano” Mediobanca.
La nuova “grande banca” sembra cosa fatta! Meloni, Giorgetti, Larry Fink, il “salottino buono” del capitalismo finanziario italiano festeggiano nel totale silenzio dell’opposizione, a cominciare dal Pd.
Ma, all’improvviso, arriva la proposta di Intesa che vuole comprarsi tutto il nuovo Mps e farne uno spezzatino con l’aiuto di Unipol e Bper.
Di nuovo sembra fatta: un “bancone”, in grado di monopolizzare il sistema bancario italiano con buona pace della concorrenza.
Nuovo colpo di scena: Mps del riconfermato Lovaglio cerca l’alleanza, “tra pari”, con Bpm, dove dominano i francesi di Credit Agricole e, naturalmente, i grandi fondi americani, affamati del risparmio italiano.
A questo punto, si sveglia il granduca di Toscana e chiede al governo di Roma massima attenzione, pregando il lombardo Giorgetti di non vendere quel 4,5% di Mps che ancora possiede.
Sarebbe davvero comico se non si trattasse dei risparmi e del credito del Paese.
Povera Patria!
