Due ragioni, secondo me.
Primo, Francia e Germania non hanno un modello di crescita. Nel 2019, ricordate, il Green Deal avrebbe dovuto essere il motore della crescita europea. Ursula von der Leyen, sostenuta da Germania e Francia, avrebbe dovuto spendere 1.000 miliardi sul Green Deal. Di quei 1.000 miliardi ne sono stati spesi 29.
È andato tutto fuori dalla finestra. È semplicemente morto. Anche con la fine dei Verdi tedeschi nel Parlamento tedesco e l’ascesa della destra. Il Green Deal è morto.
Quindi l’unico motore di crescita rimasto a Germania e Francia sono le armi. E la guerra in Ucraina è essenziale per convincere l’opinione pubblica, dato lo stress fiscale dei loro governi e dato il fatto che in Germania e in Francia non hanno governi forti.
Voglio dire, Friedrich Merz, il cancelliere tedesco, non riesce nemmeno a farsi rispettare all’interno del suo stesso gabinetto, figuriamoci dal resto del Paese. Emmanuel Macron è un presidente azzoppato, quindi non hanno potere politico all’interno dei loro Paesi. L’unica cosa che possono fare per mantenere una parvenza di investimenti, di denaro che fluisce verso le imprese, soprattutto manifatturiere, sono le armi: aerei, carri armati, missili e munizioni.
Ma per farlo devono convincere un’opinione pubblica molto scettica che risorse molto scarse, spesso sottratte alla spesa sociale, alla sanità, all’istruzione e alle infrastrutture per essere destinate alla produzione di armi, siano essenziali perché, sapete, abbiamo una guerra nel nostro cortile.
Quindi hanno bisogno che quella guerra continui. Hanno bisogno che russi e ucraini muoiano. Hanno bisogno che i prezzi dell’energia salgano alle stelle per mantenere quello che è un modello di crescita davvero patetico.
Questa è una ragione.
La seconda ragione è: immaginate che Merz e Macron abbiano un’illuminazione. Si riuniscono e dicono: «Ok, dobbiamo porre fine a questa guerra terribile in Ucraina». E presentano un piano di pace da portare a Mosca. Che cosa accadrebbe?
Penso che gli Stati baltici porrebbero immediatamente il veto. Così farebbe la Finlandia, perché questo regime finlandese ormai è completamente impazzito. Sono diventati guerrafondai a tutto campo. Allo stesso modo, forse anche la Polonia. Forse anche Tusk porrebbe il veto. Questi Paesi lo farebbero per una sola ragione: perché questi governi, specialmente quelli degli Stati baltici, hanno imparato negli ultimi vent’anni circa che il modo per contare più del proprio peso nell’Unione Europea è mantenere una tensione permanente tra la NATO e la Russia.
Quindi Macron e Merz — soprattutto Macron, che conosco personalmente (Merz invece non lo conosco) — è abbastanza intelligente, abbastanza tattico, da sapere che qualunque proposta di accordo di pace con Putin venga messa sul tavolo sarà umiliata dagli Stati baltici, dalla Finlandia e forse anche dalla Polonia e dalla Svezia, che diranno: «No, andate via».
E allora che cosa gli resterà?
L’ennesima proposta stroncata sul nascere.
Gianīs Varoufakīs
Fonte: FRONTEZERO
