Un libro ed un articolo di Chiara Giunti sullo smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale.
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Giorgi, Chiara <1974- >
Salute per tutti : storia della sanità in Italia dal dopoguerra a oggi / Chiara Giorgi. – Bari ; Roma : Laterza, 2024. – 297 p. ; 21 cm. – (Storia e società).) – [ISBN] 978-88-581-5558-5. – [BNI] 2024-9742.
Il libro parte dal secondo dopoguerra, evidenziando come l’idea di una sanità universale affondi le radici già durante il periodo della resistenza e nell ‘ intuizione della Costituente, che nell’articolo 32 della Costituzione, definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, e rappresenta il punto di rottura decisivo rispetto ai sistemi selettivi e corporativi del passato fascista e liberale. Il cuore della narrazione è la Legge 833 del 1978, che istituì il SSN. L’autrice spiega che questa non fu una concessione dall’alto, ma una conquista dovuta allaspinta delle lotte sociali dei movimenti popolari anche spontanei, rafforzati dall’azione sindacale e recepiti dalla politica del tempo,. Il risultato fu la nascita di un sistema universale: basato sulle necessità di salute degli individui , anche oltre la cittadinanza: cure per tutti, ed a carico della comunità (finanziato dalle tasse).
Segue la stagione del declino e la “aziendalizzazione”: dagli anni ’90, il libro analizza l’inversione di rotta. Sotto la spinta di politiche neoliberiste e delle necessità di bilancio, le USL diventano Aziende, introducendo logiche di mercato e criteri di efficienza economica a scapito della prevenzione e della capillarità territoriale. E’ l’inizio della crescente privatizzazione e dell’ indebolimento del ruolo pubblico.
Chiara Giorgi conclude sull’attualità, riflettendo sulle disuguaglianze emerse durante la pandemia di Covid-19. Denuncia come i tagli decennali e l’uso distorto della regionalizzazione abbiano creato un sistema a diversa velocità, mettendo a rischio il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione., dove è evidente che la condizione economica individuale condiziona anche la qualità, e la reale possibilità, della cura.
In sintesi: Il libro è un invito a riscoprire la salute non solo come “assenza di malattia”, ma come un fatto politico e sociale che richiede partecipazione pubblica e difesa contro le logiche del profitto.
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Sintesi dell’articolo
Chiara Giorgi – La Legge di Bilancio 2026 e la privatizzazione della sanità italiana
(Fonte: Salute internazionale)
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Tema centrale
La Legge di Bilancio 2026 accelera il processo di privatizzazione della sanità italiana, indebolendo il Servizio sanitario nazionale (SSN) e mettendo in discussione il principio costituzionale del diritto universale alla salute.
Quadro generale
I dati Istat mostrano una sanità sempre più finanziata privatamente:
- Spesa sanitaria privata diretta delle famiglie (2024): 41,3 miliardi €
- Spesa intermediata da assicurazioni e fondi sanitari: 6,4 miliardi €
I fondi sanitari integrativi e il welfare aziendale assumono un ruolo sostitutivo del SSN, reintroducendo un legame tra accesso alle cure e condizione occupazionale, rafforzando compagnie assicurative e soggetti privati e sottraendo risorse alla fiscalità generale.
Critica alla Legge di Bilancio 2026
La manovra del governo Meloni è giudicata:
- priva di visione strategica;
- centrata sul rispetto dei vincoli europei e sull’aumento della spesa militare;
- penalizzante per la spesa sociale, in particolare per la sanità pubblica.
Secondo la campagna Sbilanciamoci!, mancano risorse e misure su lavoro, salari, politiche industriali, transizione ecologica e sanità.
Sottofinanziamento del SSN
La spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil continua a ridursi:
- 6,1% nel 2026
- 6,0% nel 2027
- 5,9% nel 2028
Valori inferiori alla media europea. La manovra ignora il rafforzamento della sanità territoriale, la non autosufficienza e il problema strutturale del personale sanitario, mantenendo i tetti di spesa e alimentando le liste di attesa.
Espansione del privato accreditato
Crescono sistematicamente le risorse pubbliche destinate ai privati:
- aumento del tetto di spesa per prestazioni da privati accreditati (+1% nel 2026);
- circa 800 milioni € di incremento complessivo negli ultimi tre bilanci;
- oltre un quinto della spesa sanitaria totale destinato a prestazioni private (2023–2024).
A ciò si aggiungono:
- aumenti delle tariffe ospedaliere (DRG);
- incrementi per specialistica ambulatoriale e protesica.
Il ruolo dei grandi gruppi sanitari
Accanto a strutture tradizionali crescono grandi gruppi privati finanziarizzati e internazionali (San Donato–San Raffaele, Humanitas).
Secondo Mediobanca:
- fatturato complessivo del settore privato: oltre 70 miliardi € annui;
- principali imprese (oltre 100 mln di fatturato): 12 miliardi € nel 2023.
La salute viene trattata come mercato ad alta redditività, sostenuto anche da risorse pubbliche.
Effetti sistemici
Si consolida un modello duale:
- sanità pubblica impoverita, a cui restano le prestazioni più costose;
- secondo pilastro privato accessibile ai redditi più alti o a chi dispone di welfare aziendale.
Questo modello è più regressivo del sistema mutualistico precedente al 1978.
Autonomia differenziata e regionalizzazione
Le intese sull’autonomia differenziata e la delibera lombarda aprono nuovi spazi al privato, consentendo a fondi e assicurazioni di utilizzare strutture pubbliche per prestazioni integrative, creando corsie preferenziali e aumentando le disuguaglianze territoriali.
Conclusione
La salute non può essere una merce né un privilegio legato al reddito o al territorio. Difendere il SSN significa:
- rifinanziarlo adeguatamente;
- rafforzare il personale;
- riaffermare la centralità del servizio pubblico.
Come ricordava Giulio A. Maccacaro, la collocazione della salute nelle priorità politiche qualifica non solo un sistema sanitario, ma l’intera società.
