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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Povera America, poveri migranti, povera Italia, e povera Europa

La Redazione, 21 Gennaio 20259 Aprile 2025

Buongiorno.
Il discorso di Trump è stato semplicemente spaventoso: un invasato che si ritiene salvato e mandato da Dio e che ha esposto un programma all’insegna di un nuovo fascismo e di un nuovo imperialismo americano.
I punti fondamentali del suo lavoro per i quali il 47esimo presidente degli USA dichiara di avere già pronti 100 decreti sono:
-chiudere il confine con il Messico inviando l’esercito anche a combattere le organizzazioni criminali di quel Paese;
-avviare la più grande deportazione interna della storia americana per cacciare tutti i migranti clandestini;
-riconquistare il canale di Panama, annettere il Canada agli USA, prendere la Groenlandia;
-inondare il mondo di dazi, portando avanti una guerra commerciale contro l’Europa;
-demolire i diritti civili misconoscendo le diversità per tornare ai “soli generi maschile e femminile”;
-bloccare la transizione verso una società ambientalmente più sostenibile;
-riprendere a trivellare per estrarre petrolio e gas senza nessun limite;
-incriminare i giudici che lo hanno indagato.
L’intesa con Putin -forse questa è l’unica nota positiva- consentirà forse di concludere una pace in Ucraina
In platea, tra i politici, spiccavano due capi di stato, l’argentino Milei, e Meloni che applaudiva convintamente i passaggi salienti del discorso, perché -dice- a lui la uniscono “valori comuni”.
Nella sala rotonda del Campidoglio di Washington c’era poi, esultante, il gotha del capitalismo americano: Musk, Bezos, Zuckerberg e altri super miliardari.
Mai come ieri, mai come in quella sala si è visto in modo tanto plastico la verità di ciò che Karl Marx scrisse nel Manifesto del Partito Comunista (1848): il governo è “il comitato d’affari della borghesia”, cioè uno strumento attraverso il quale la classe dominante (la borghesia) preserva i propri interessi economici e politici, gestendo la società in modo funzionale alla propria supremazia.
L’economia, la ricchezza ha conquistato il potere direttamente, ha fagocitato la politica e la usa senza più mediazioni.
I democratici americani con le loro politiche di guerra e con la loro moderazione sul piano sociale e la loro subordinazione al grande capitale hanno consentito che tutto questo avvenisse e ora vengono umiliati e minacciati.
Fuori dalla sala rotonda, al freddo, ci sono i 220mila sostenitori, accorsi per assistere alla cerimonia da ogni angolo del Paese.
Anche questa una novità assoluta e significativa: i ricchi al caldo e la plebe al gelo.
Ma la fede dei sostenitori di Trump, che ha promesso loro di fare di nuovo grande l’America, non ha limiti: “se Trump dice che è freddo, allora è freddo”.
Vedremo presto se nuove elezioni e i meccanismi democratici che ancora sopravvivono negli USA riusciranno a fermare in tempo o almeno a contenere questo nuovo fascismo imperialista.
Intanto Meloni, unica leader europea, si spella le mani per l’entusiasmo, convinta di partecipare a “fare la storia del mondo”, anche se nel ruolo di una servetta utile a divedere l’Europa.

Enrico Rossi, 21-1-25

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