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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Due facce, stessa medaglia

La Redazione, 21 Gennaio 20259 Aprile 2025

Si è insediato, ha preso possesso delle istituzioni che ha assaltato, ha arringato il mondo il presidente incriminato, ha parlato di pulizie feroci di immigrati, di sviluppo di armi per ridurre in polvere chiunque si azzardi a mettere in questione il primato americano. Promette fuoco e fiamme, guerre stellari, guerre terrene tutte condite dal delirio di onnipotenza.
Questo è il nuovo presidente degli USA, che mostra i muscoli e che fa seguito al demente presidente USA, che ha mostrato i muscoli preda di altrettanti deliri.
Sono figli della stessa madre, la pretesa.
Una nefasta pretesa, quella di condurre il gioco del destino del mondo, senza scrupoli, senza limiti. Tra repubblicani e democratici c’è piena sintonia, come c’è sintonia nel definire chiunque si opponga a nemico, a soggetto criminale, da spezzare, affamare, isolare, negare.
I nemici sono presto detti, la Russia di Putin, che si permette di intervenire per opporsi agli insediamenti Nato ai suoi confini, la Cina che minaccia il primato economico, tecnologico, commerciale degli USA, a seguire tutti i paesi che hanno relazioni positive con questi nemici, a partire da molti Stati africani, del sud asiatico e americano.
Sono uniti in questo repubblicani e democratici, sono “diversamente” simili.
Il diversamente si concretizza solo su alcuni fronti, ben limitati, i diritti civili individuali, a scapito dei diritti collettivi e sociali.
E proprio sui diritti individuali si incanala il falso scontro tra democratici e repubblicani. Falso perché fa comodo apparire “liberi” a differenza delle “dittature” che negano tali diritti.
Su questo si costruisce la narrazione mainstream celando la sostanziale coincidenza di interessi tra i due fronti. Chi regge questo gioco è complice, colpevolemente.
Lo è la Meloni, lo è Zeleskij, lo sono i “liberal”, i finti di “sinistra”, e tutti quelli che non si misurano sul progettare con le idee un mondo fuori da questo gioco perverso, distruttivo.
Chi sta al gioco è fascista in sé, perché il fascismo è la negazione stessa delle idee, dell’azione ribelle collettiva, della soggettività politica autonoma.
Viviamo in un mondo fascista, tecnicista, economicista, esserne consapevoli è un primo passo, ne mancano altri e vanno conquistati, nessuno ci renderà liberi se non noi stessi.
Ps: il comunismo naturalmente è il nemico giurato di tutti costoro, quel comunismo che alla radice, con tutti gli errori che conosciamo, ha comunque “progettato e pensato” un mondo nuovo. È stato sconfitto non perché sbagliato nei fondamenti, ma perché ritenuto minaccioso per quel “mondo libero” che ora ci sta portando alla rovina. Si è usato e si usa tutto per tenerlo a bada, ancora oggi, segno evidente che quel mondo nuovo era un mondo giusto.
La Cina lo ha capito.

Pina Fasciani 20-1-25

S’io fossi …

Premetto che se fossi cittadino americano avrei con ogni probabilità votato per i democratici. Del resto i cittadini statunitensi votano pressoché esclusivamente su questioni di politica interna, e ideologia ed etica di Trump le avverto lontanissime da me.
Detto questo, vista dall’esterno, assistiamo all’uscita di scena, abbastanza ingloriosa, di una delle peggiori cricche di guerrafondai che abbiano esercitato il potere negli Usa.

Gianpasquale Santomassimo, Facebook 21-1-25

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