Si stanno avvicinando gli esami di maturità. Questa serie ha lo scopo di dare un aiuto ai maturandi fornendo possibili tracce e relative ipotesi di svolgimento.
Realizzata dal duo Gian Luigi Betti & Copilot (Mao&Cop)TRACCIA (versione da maturità classica)
“Il passero come specchio dell’animo umano: confronta il Passer, deliciae meae puellaedi Catullo con Il passero solitario di Leopardi, discutendo come i due autori utilizzino l’immagine dell’uccello per esprimere desideri, frustrazioni e… ciò che non si può dire esplicitamente in sede d’esame.”
SVOLGIMENTO
Nella storia della letteratura, pochi uccelli hanno avuto un destino così diverso come i due passeri più celebri del canone: quello di Lesbia, che Catullo tratta come un VIP piumato, e quello di Leopardi, che invece se ne sta sul campanile a fare il misantropo professionista.
Due passeri, due mondi: uno è deliciae meae puellae, l’altro è solitario come uno studente che ha sbagliato aula il giorno della simulazione o ha mancato all’appuntamento al cinema con la sua compagna di classe.
Catullo apre il suo carme con un entusiasmo quasi sospetto: questo passero non è solo un animale domestico, è il compagno di giochi di Lesbia. E Catullo lo guarda con una gelosia che oggi definiremmo “da messaggi visualizzati e non risposti”. Il passero è piccolo, vivace, sempre in mano alla ragazza: insomma, un simbolo trasparente delle sospirazioni ed aspirazioni dello stesso Catullo.
Il poeta, poveretto, si ritrova a competere con un volatile, che non è il suo: situazione che molti adolescenti comprendono, avendo perso partner a favore di cani, gatti, o peggio, influencer o magari il loro migliore amico.
Leopardi invece prende il passero e lo trasforma in un collega di malinconia. Il suo passero non gioca, non cinguetta per sedurre, non si fa accarezzare da un’attraente fanciulla: sta lì, sul campanile, a guardare la vita degli altri come uno che scrolla Instagram senza mettere like per non dare soddisfazione.
È l’uccello più introverso della letteratura italiana: praticamente un emo con le piume.
Il punto comune?
Entrambi i passeri sono specchi dell’autore:
- quello di Catullo è erotico, vivace, competitivo, come il poeta innamorato e geloso;
- quello di Leopardi è solitario, contemplativo, un po’ depresso, come il poeta… be’, come Leopardi.
Ma la differenza fondamentale è che Catullo, tramite il passero, parla di desiderio; Leopardi, tramite il passero, parla di rinuncia.
Il primo vuole entrare nella stanza di Lesbia; il secondo vuole uscire dalla vita sociale.
Il primo è un uccello che vola verso; il secondo è un uccello che vola via.
In conclusione, il passero di Catullo è un animale erotico-sociale, quello di Leopardi un animale filosofico-esistenziale.
Se i due passeri si incontrassero, probabilmente quello di Catullo direbbe: “Andiamo a divertirci”, e quello di Leopardi risponderebbe: “Preferisco di no, grazie, devo contemplare il nulla”.
Per concludere apertis verbis : Catullo 👍- Leopardi 👎
Mao&Cop
