Dopo giorni di manifestazioni sempre più partecipate, ieri la situazione in Italia è precipitata.
Contro il carovita prodotto dall’ aumento del gas russo ed i bassi salari si sono svolti cortei di protesta a Milano, Roma, Napoli ed in altre 18 città. I manifestanti, urlando slogan durissimi contro il governo Meloni, hanno assalito numerose prefetture ed edifici pubblici.
Alcuni di questi edifici sono stati dati alle fiamme.
La polizia è intervenuta in forze, ma all’ arrivo dei reparti celere numerosi manifestanti, a volto coperto, hanno aperto il fuoco con armi da guerra. Questo si è verificato contemporaneamente in molte città, evidenziando un piano predisposto.
Gli agenti hanno risposto al fuoco, e molti manifestanti pacifici si sono trovati in mezzo al fuoco incrociato.
Al momento si contano 210 morti tra le forze dell’ordine, che passato il primo momento di panico sono state supportate da altri reparti fatti affluire d’urgenza, che hanno tentato di neutralizzare i manifestanti armati ed hanno proceduto a migliaia di arresti.
I morti e feriti sono moltissimi.
La Russia ha invitato il governo Meloni ad usare cautela nel trattare gli arrestati, a non procedere ad esecuzioni degli arrestati armati, minacciando in caso contrario di intervenire militarmente e ha comunicato che comunque aumenterà ancora il costo del gas.
Scusate, avevo la carta geografica capovolta. Stavo in realtà raccontando dell’ Iran.
Corrado Cirio Facebook 17-1-26
