ovvero della storia che si ripete in farsa (speriamo)
«Signore e signori, benvenuti al Trmpetet Show Today! Lo spettacolo dove la geopolitica è fatta di fili, i leader sembrano pupazzi, e i pupazzi… a volte sembrano più saggi dei leader.»
Sipario che si apre, orchestra che sbaglia l’attacco, il Coro Tucidideo entra come se fosse un gruppo di marionette tragiche.
Coro «O spettatori, non stupitevi del caos. Già gli antichi sapevano che il mondo è un teatro, e che gli imperi parlano forte quando hanno paura di cadere.»
Dialogo dei Meli 2.0 — “Make the Empire Great Again” Edition
Preambolo — “La Storia si ripete… prima come tragedia, poi come farsa”
La Storia, si sa, ha un senso dell’umorismo tutto suo.
Prima mette in scena tragedie epiche, con eroi, filosofi, città splendenti e discorsi che ancora oggi studiamo nei licei.
Poi, quando decide di ripetersi, lo fa… in farsa.
Così accadde con Atene, capitale della cultura, della retorica, della filosofia, della democrazia, della tragedia attica.
Una polis che produceva Sofocle, Euripide, Fidia, Pericle.
Un luogo dove perfino gli schiavi parlavano meglio di un moderno talk show.
E oggi?
Oggi la parte dell’Impero dominante la recita l’America trumpiana:
non l’Atene delle arti, ma quella delle torte al formaggio industriali, dei tweet alle tre del mattino, dei cappellini rossi, delle trattative geopolitiche condotte come se fossero un reality show.
Atene aveva il Partenone.
L’America trumpiana ha… i centri commerciali aperti 24 ore, la sala da ballo alla White House.
Atene aveva Tucidide.
L’America trumpiana ha… commentatori televisivi che litigano in diretta.
Eppure, incredibilmente, il copione è lo stesso:
un grande impero che parla ai piccoli con la sicurezza di chi crede che la forza sia un argomento sufficiente,
e i piccoli che rispondono con la dignità di chi sa che la forza non è eterna (auspico).
E come allora, anche oggi, il Coro osserva, scuote la testa e mormora:
«La hybris è sempre la stessa.
Cambiano solo gli attori.
E la scenografia è molto più kitsch.»
“Il Dialogo dei Meli… al Comedy Club delle Relazioni Internazionali”
Versione con Coro Tucidideo
L’Impero Americano apre lo show
«Signore e signori, accomodatevi.
Oggi parliamo di geopolitica, cioè quel gioco in cui io vinco e gli altri… applaudono.
Europa, Canada, Sudamerica: siete fantastici, ma non avete le carte.
Le carte ce le ho io.
E quando uno ha le carte, detta lui le regole.»
Entra il Coro Tucidideo
🕊️ Coro
«Ascoltate, o mortali, la voce dell’arroganza.
Così parlavano gli Ateniesi ai Meli,
quando la forza si travestiva da necessità
e la necessità da legge eterna.»
L’Europa tenta un appello
«Ma noi abbiamo il diritto internazionale…»
«Il diritto internazionale?
Bellissimo, davvero.
Ma è come il Wi‑Fi nei bar: funziona solo quando non serve.»
Il Coro interviene di nuovo
Coro
«Così gli Ateniesi ridevano del diritto,
dicendo che esso vale solo tra uguali.
E che chi è debole deve cedere,
perché tale è la natura degli uomini.»
Il Canada, educatissimo
«Potremmo essere partner alla pari…»
«Partner alla pari?
Amico mio, tu sei così gentile che ti scusi anche quando ti rubano il parcheggio.
Se domani qualcuno ti minaccia, chi chiami?
Esatto.
Quindi non parliamo di parità, parliamo di riconoscenza.»
Il Coro ammonisce
Coro
«Eppure i Meli dissero:
“Meglio essere amici senza essere schiavi”.
Ma l’Impero non ascolta chi parla di amicizia,
perché l’amicizia non fa paura ai sudditi.»
Il Sudamerica, ironico
«E se volessimo essere autonomi?»
«Autonomi?
Con quali flotte? Con quali satelliti?
Dai, ragazzi.
Siete pieni di potenziale…
…ma il potenziale non paga le portaerei.»
Arriva la Groenlandia
La Groenlandia non dice nulla.
È lì, immensa, glaciale, silenziosa.
«Groenlandia, tesoro…
Tu sì che mi piaci.
Grande, fresca, strategica.
Sei in vendita?
No?
Be’, tutto è in vendita, se uno ha abbastanza carte.»
Il Coro osserva, severo
🕊️ Coro
«Così l’Impero desidera terre lontane,
come Atene desiderava Melo.
Non per giustizia,
ma per vantaggio.»
Il monologo si fa serio
«Sapete qual è la parte divertente?
Che questa scena l’hanno già fatta 2.500 anni fa.
Atene parlava così a Melo.
Stesse battute, stesso tono, stessa sicurezza.
E sapete come finisce?
Che Melo sparisce…
…e poco dopo anche Atene.»
Il Coro chiude la tragedia
🕊️ Coro
«Così cadono gli imperi:
non quando sono deboli,
ma quando credono di essere invincibili.
Perché la forza che non conosce limite
genera la hybris,
e la hybris chiama la rovina.»
Sipario
«Quindi, miei cari europei, canadesi, sudamericani…
continuate pure a parlare di valori, trattati, diritti.
Sono cose belle, fanno scena.
Ma ricordatevi:
quando uno entra in un casinò con un mazzo di carte truccate…
non vince per sempre.
Vince finché qualcuno non gli rovescia il tavolo.»
