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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Il ritorno degli Ussari alati

La Redazione, 6 Agosto 20256 Agosto 2025

La Polonia, già famosa per la sua leggendaria cavalleria pesante d’élite, la  Husaria, degli Ussari alati, distintasi nella battaglia di Vienna del 1683 che ruppe l’assedio  ottomano, rinnova la tradizione e vuole diventare la potenza corazzata d’Europa: entro il 2030 avrà più carri armati di Germania, Francia, UK e Italia insieme.  L’accordo da 6 miliardi con la Corea del Sud per 180 K2 Black Panther e veicoli blindati è solo l’ultimo passo di un piano di riarmo iniziato nel 2022, che include anche acquisti dagli USA (M1 Abrams, HIMARS, Apache).

La scelta di Varsavia riflette una strategia geopolitica chiara: preferire Washington a Bruxelles, rinforzando il ruolo di “alleato modello NATO” anziché seguire l’autonomia europea. Con una spesa militare al 4,7% del PIL (la più alta in Europa), la Polonia non modernizza solo l’esercito, ma trasforma la società: programmi scolastici di addestramento militare, retorica anti-russa e mobilitazione civile creano un’identità nazionale basata sulla minaccia esterna.

Dietro questa corsa agli armamenti ci sono traumi storici (invasione nazista e sovietica) e l’attuale crisi ucraina, ma anche un’ambizione più grande: diventare il perno atlantico nell’Est Europa, con una deterrenza che è anche proiezione di potere. Mentre l’UE discute di autonomia strategica, Varsavia scrive il suo futuro da protagonista, ridefinendo gli equilibri continentali.

Gian Luigi Betti 6-8-25

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