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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Stercus nostrum non olet /Alba Parziale

La Redazione, 5 Gennaio 20265 Gennaio 2026

CARI POLITICI, CARE MERDE IPOCRITE CHE SIETE!

Cari concittadini che blaterate cose che non sapete, cari politici del campo largo, cari giornalisti, cari opinionisti, cari chiacchieroni o conferenzieri “bla, bla, bla”… (“ma la democrazia, ma la dittatura”).

Negli ultimi anni, anzi, negli ultimi ottanta anni, dopo l’esperienza nazista, quando qualcuno lede gli interessi dell’occidente, e quindi anche di tutti voi che da quest’occidente siete stati graziati perché altrove sareste solo stati dei raccoglitori di anguille, si denomina “dittatore”. Anzi, è di moda, oggi, usare parole come Boia, Tiranno, Macellaio, Autocrate o roba scaricata dal gergo dialettale di X. E i boia, i tiranni, i dittatori, gli autocrati, i macellai, i gerarchi, ossia coloro che denominate tali, si usa ucciderli sotto gli occhi di tutti. Ricordo Saddam, in prima pagina, impiccato, o Tarek Aziz, anche lui idem; ricordo il volto sanguinante di Khaddafi, ricordo il film della salma mai vista di Bin Laden, buttata in mare dopo essere stati, in mondovisione, a vedere la telenovela obamiana per sapere come sarebbe andata a finire. Ricordo Milosevic, ricordo Ebrahim Raisi schiantarsi con l’elicottero, ricordo Ceausescu. E altri dell’elenco che è abbastanza consistente. All’occidente democratico, governi a parte, che siano repubblicani, democratici, socialisti o nazionalisti, quando qualcuno non piace, non piace. E lo si cerca, e lo si ammazza. Convincendo i cittadini inconsapevoli che quello era il male assoluto e che il futuro riserverà loro democrazia, pace, libertà, ricchezza, rose e fiori. Una tecnica è stata usata trasversalmente: da Kennedy a Truman, da Nixon a Johnson, da De Gaulle a Sarkozy, dalla Tatcher a Schroeder, dai reali della Gran Bregagna a quelli di Monaco. Tutti in combutta.

Gli europei, dai belgi agli olandesi, dai portoghesi ai polacchi, dai greci ai tedeschi, zitti, a coprire i loro interessi altrove, spesso in Africa, spesso in Medioriente, dove poi, per puro premio di consolazione, mandano le ONG ad assistere i poverini che restano, dopo aver depredato i loro paesi di ogni cosa e avergli voluto dare il lecca-lecca con scritto “W la democrazia occidentale”!

Vogliamo veramente continuare con questa manfrina da serie TV dove ci sono i buoni con le squadre di polizia e dove tutto il resto del mondo è cattivo? Vogliamo davvero continuare, almeno noi italiani, a credere alle parole sferrate contro tizi che non ci hanno fatto mai un cazzo di niente di danni, tipo “dittatura”, tipo “tirannia”, tipo “autocrazia”? Chi ci autorizza a dire che Nicolas Maduro è un dittatore? Maduro è mai venuto in Italia a destabilizzare la nostra politica interna? Maduro si è mai permesso di dire che qualcuno dei nostri esponenti di governo è un mafioso? No. E allora perché i vari leader, dalla Schlein, a Fratoianni, dalla Meloni a quel coso di nome Lupi, da Tajani a quell’affare tatuato di nome Calenda, si permettono di dare del dittatore a Maduro senza conoscere niente, niente, niente, di quella che è stata la realtà venezuelana? Solo per far parte di un coro comune dove non si può cantare una nota diversa perché si stona? Ma dove viviamo? Ma chi siamo per giudicare? Abbiamo le città piene di indigenti, gente che dorme per strada, gente che si accoltella, abbiamo mafia ogni dove e ci permettiamo di appellare come dittatore un tizio con i baffi che fa i cazzi suoi? Per poi dare credito a una demente psicopatica di nome Corina Machado che è stata scaricata pure da chi le ha fatto credere di essere brava e famosa e che non ha neanche il consenso dei suoi vicini di casa?

Per imitare lo stile “nordamericano” e per pararsi il culo per la povertà assoluta del proprio territorio, per la mancanza di materie prime, gli europei hanno rubato, ucciso, stuprato, condannato a morte interi villaggi, hanno distrutto ecosistemi, sistemi sociali in Africa, e continuano a farlo con la loro presenza; hanno dominato intere regioni con un controllo monetario (tipo il franco CFA), hanno condannato la gente a morire nel mediterraneo, nelle foreste al confine con la Polonia durante il conflitto in Siria, e poi vogliono insegnare la democrazia? Chi la insegna? Fratoianni? La insegna Renzi? La insegna Calenda? Calenda che, fino a qualche tempo fa, girellava con quel cretino di Lapo Elkann a stripparsi come in Trainspotting, vuole spiegarci quali sono i criteri per definire un democratico? Dove erano tutti questi signori quando il Parlamento Europeo si è trasformato in una balera di lobbisti che speculano sui diritti di tutti, che hanno sputato e infamato i principi costituzionali di ogni stato, che hanno eroso la democrazia come si fa col pan grattato? Dove erano? Eppure giudicano. Hanno la merda sulle loro scrivanie, hanno il servilismo nei cassetti, la dittatura nelle cornici appoggiate ai loro scrittoi, ma la cercano altrove, la dittatura!

Conosco bene il Venezuela. Conosco bene l’America Latina. E so cos’è una dittatura. Il Venezuela non lo è. Non ha niente di dittatura. Perché se il Venezuela fosse una dittatura, come potremmo definire gli Stati Uniti? Ma non gli Stati Uniti che vediamo adesso con Trump, che fra l’altro continua a dire che vuole il petrolio senza nascondersi dietro a un dito, ma gli Stati Uniti di sempre, quelli dove la gente dorme drogata per strada, quelli dove in pochi possono votare, quelli in cui chi vive nell’entroterra non ha mai visto una costa. Gli Stati Uniti sono una democrazia? Perché? Perché ognuno può dire quel cazzo che vuole? Perché hanno la NCIS, perché hanno i DELTA FORCE, perché hanno LAW AND ORDER, perché c’è Hollywood? Per questo sarebbero una democrazia? Ai tempi di Kennedy, quando la mafia controllava voto per voto per farlo eleggere, erano una democrazia? E ai tempi di Truman? E ai tempi di Nixon? E di Johnson? E di Reagan? E di Bush padre e figlio? Con Clinton erano una democrazia? Con Obama? Che tipologia erano? Di quelle democrazie “bomba o non bomba” arriveremo a Washington? Vogliamo veramente chiamare democrazia un paese dove puoi sparare in modalità farwest?

Scusate lo sfogo, ma mi pare che qua si sia persa proprio la cognizione di causa, l’intelligenza di base. Si è perso il coraggio della coerenza, il coraggio di difendere la nostra identità. Tutti saltando addosso a Trump che, alla fine, non è tanto diverso da noi. Ma che non ha ammazzato in diretta TV Nicolas Maduro e che, nonostante ancora non fosse entrato alla Casa Bianca, grazie all’Alzheimer di Biden, non ha mandato ad ammazzare Assad. Trump è una merda, di quelle merde che andrebbero lasciate a terra e calpestate, disinfettandoci poi anche le scarpe. Ma lo sappiamo che è una merda. E a me non preoccupano le merde, so che puzzano e so come sono. Quello che mi preoccupa sono tutti quei sassolini intorno che si impregnano di merda e che poi fanno massa. Quello mi preoccupa molto di più, perché la merda, così, si diffonde ovunque senza che nessuno se ne avveda. E non puoi più disinfettare nulla, perché non sai fin dove è arrivata, non sai dove stia l’escherichia coli, il batterio della merda, che poi si riproduce molto meglio, senza destare troppe paure, contaminando tutto e tutti.

Oggi mi rendo conto che l’escherichia coli, il batterio della merda che origina anche il colera, a giudicare da quello che vedo, che sento, che leggo, ha già fatto il suo lavoro: riprodursi e contaminare. E ha vinto.

Alba Parziale Facebook 4-1-25

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