FONTE Technological Republic
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Palantir ha pubblicato un libro di 320 pagine intitolato “The Technological Republic: Hard Power, Soft Power, and the Future of the West”.
E la sintesi in 22 punti pubblicata su X ha fatto molto discutere. (Perché presumibilmente nessuno si è letto quel mattone).
Eccone alcuni:
- Le grandi aziende tech della Silicon Valley hanno un “debito morale” verso gli Stati Uniti e sono obbligate a partecipare alla difesa nazionale. Chi si tira indietro sta tradendo un dovere civile
- Disarmare Germania e Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale è stato un errore. Entrambi i paesi devono riarmarsi, altrimenti l’equilibrio di potere in Europa e Asia si sposterà a favore dei regimi autoritari
- Il servizio militare dovrebbe tornare obbligatorio per tutti, nessuno escluso, così il costo delle guerre non ricade solo sui più poveri
- Alcune culture hanno prodotto progresso e civiltà, altre no. Bisogna smettere di fingere che siano tutte equivalenti
- L’inclusività e il pluralismo sono concetti “vuoti e cavi” di cui l’Occidente dovrebbe liberarsi
- La diplomazia e i valori morali non bastano più a proteggere le democrazie. L’unica vera deterrenza nel ventunesimo secolo è il software militare basato sull’AI
Il punto è che queste non sono le parole di un politico o di un generale.
Sono la dottrina pubblica di un’azienda che costruisce gli algoritmi usati per decidere chi deportare, chi sorvegliare e chi colpire in guerra.
