(una fiaba rivisitata)
C’era una volta la democrazia
“bella” e splendente come una regina
che avea trionfato sulla “bestia” ria
ponendo fine alla carneficina
di un conflitto devastante e atroce:
fra tanti quello fu il più feroce.
Si temeva tornasse il mostro infame
che per vent’anni ininterrottamente
aveva seminato morte e fame
senza che si potesse fare niente
tanta era la cupa repressione
di ogni libertà, d’ogni opinione.
Ma la bestia era già morta e sepolta
e grande fu la festa nel paese …
Dalla guerra l’Italia fu travolta,
ma presto dal dolore si riprese
e cominciò a sperare nel futuro,
nella pace e in un mondo più sicuro.
E “la bella” con generosità
distribuì ovunque i propri doni:
pace, lavoro, giustizia, dignità
e per tutti le libere elezioni:
sembrava inarrestabile il cammino;
nessuno prevedeva il gran declino.
Come pensar che la democrazia
dopo un esordio tanto luminoso
cominciasse a soffrire di amnesia
e preferisse mettersi a riposo?
Cosa l’aveva spinta alla deriva
togliendole la “spinta propulsiva?”
Veleno in dosi lievi le fu dato
da forze nere che sembravan morte,
da forze oscure emerse dal passato
che erano ancora vive e son risorte …
così la “bestia” nera si svegliò
e la democrazia s’addormentò.
Purtroppo quella bestia torva e oscena
non è una bestia finta è proprio vera;
non è un principe azzurro, è una iena
e spande ovunque la sua ombra nera …
Non è la vittima di un sortilegio
fatto da un odiator per puro spregio.
È la “bestia” feroce del fascismo …
Col volto mascherato par diversa,
ma è ancora piena d’odio e di razzismo,
ai neri ed ai migranti sempre avversa:
contro lo strapotere e la violenza
ci vorrebbe un’altra Resistenza!
Bisognerebbe risvegliar la “bella”
democrazia che dorme notte e dì
per accender di nuovo quella stella
che nel cielo d’Italia un dì fiorì …
e se il popolo baciare la vorrà
la “bella” democrazia si sveglierà.
Conclusione:
FASCISMO FU LA BESTIA
CHE PRINCIPE MAI DIVENTÒ;
DEMOCRAZIA FU LA BELLA
CHE MAI LA BESTIA AMÒ.
Anna Maria Guideri 04-02-2026
