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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Un ricordo di Praga

La Redazione, 3 Gennaio 20259 Aprile 2025

Era la calda estate del ’68. Come tutti gli anni a Sesto Fiorentino, durante il periodo delle ferie, venivano organizzati viaggi turistici in giro per il mondo. Una associazione molto attiva in questo settore era il GAT , Gruppo Amici del Turismo. Associazione di estrazione cattolica, nata da giovani che frequentavano la Pieve di San Martino. Altre associazioni, che facevano capo alla sinistra si impegnavano nel turismo cercando di offrire delle alternative a quelle proposte dal GAT. Era una gara, una sfida continua, una sana competizione. Per quell’estate il GAT aveva programmato un giro tra le capitali dell’Europa dell’est. Mentre la Camera del Lavoro proponeva quindici giorni in Cecoslovacchia. La sera del 20 agosto i due gruppi arrivarono a Praga e nella capitale cecoslovacca si apprestarono a passare la notte in due alberghi non tanto distanti l’uno dall’altro. La mattina amara sorpresa: Praga era stata occupata dalle truppe del patto di Varsavia. Le strade erano presidiate da militari, grandi camion e enormi cingolati sovietici occupavano le maggiori arterie del paese. Tutti i turisti, comprese le due comitive sestesi, si trovarono in una situazione che non avevano previsto. Partirono richieste telefoniche a consolati e ambasciate; nessuno era in grado di dare dei consigli, se non quello di rimanere chiusi in albergo. Chi si fosse messo in viaggio lo avrebbe fatto a suo rischio e pericolo. Entrambi i gruppi di Sesto Fiorentino, ognuno per proprio, conto decisero di partire. Quelli della Camera del Lavoro dopo un prudente viaggio per strade secondarie, una volta superato il confine puntarono, direttamente per il rientro in Italia. L’autista raccontò che nessuno chiese durante il tragitto di fare una sosta per fermarsi a una toelette. Dopo il confine i bagni della stazione di servizio furono presi d’assalto. I partecipanti alla gita del GAT, seguendo strade poco transitate si diressero verso Vienna, impiegando gli ultimi giorni di vacanza per una visita alla città e altre località austriache. La comitiva del GAT da Vienna inviò dei telegrammi a Sesto, in modo che venisse organizzata una serata pubblica dove i testimoni dei tragici eventi di Praga potessero informare la popolazione, con notizie fresche di prima mano.
Il giorno del rientro a Sesto del pullman del GAT, in Piazza Vittorio Veneto era stato montato un palco con gli altoparlanti, sedie dappertutto. La grande piazza dinanzi al Comune era gremita fino all’inverosimile. I turisti rientrati furono accolti come eroi. Tra i presenti c’era Renatino, mitico personaggio sestese, comunista, diffusore, la domenica, de l’Unità, amico di Fausto Coppi. Renatino affetto da disabilità motorie e difficoltà di linguaggio era comunque persona intelligente, anzi fornito di intelligenza arguta. Amante del ciclismo, della lirica e dei viaggi. Era tra i componenti del giro turistico della Camera del Lavoro. La sera in piazza Vittorio Veneto fu avvicinato da un partecipante del Gruppo Amici del Turismo che con fare deciso gli disse: « Hai visto, Renato, cosa son capaci di fare i compagni russi.?» Renatino rimase muto e l’altro: « Ma Renato non hai nulla da dire ?» Renatino a quel punto scuotendo la testa disse: « Che paura ! Che cingoli !» Allargando le mani a simulare la larghezza dei cingoli stessi se ne andò sconsolato.
N.B. I fatti, le situazioni e i personaggi sono reali e non frutto di fantasia. Se qualcuno dei testimoni riscontra delle discrepanze sono dovute esclusivamente a ricordi di oltre cinquanta anni fa.

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