(Gli imparziali e gli inoffensivi)
Ma quanta obiettività, quanto distinto distacco dal cortile delle opposte fazioni da parte di alcuni noti opinionisti molto attenti a valutare i fatti col misurino per evitare di non sbilanciarsi troppo a favore – non sia mai! – del PD. Sì perché se Meloni è quella che è aggressiva, becera, contraddittoria, tappetino di Trump … l’opposizione che fa? La Meloni non è la causa dei nostri mali, è l’opposizione! A forza di dare la colpa all’opposizione, gli oppositori, elettori del centro-sinistra, hanno finito per crederci e non vanno più a votare. E così ci ritroveremo donna Giorgia assunta dagli italiani a tempo indeterminato con la complicità degli oppositori che non si oppongono più. Qualche esempio di come la strategia del misurino anziché garantire una visione al di sopra delle parti, finisca per favorire sempre la stessa parte – la maggioranza . Vediamo come attraverso la minimizzazione e la banalizzazione si giunga alla demolizione sottile e sistematica dei soliti noti : quelli della minoranza. Per la minimizzazione basta citare Antonio Padellaro convertitosi di recente al neo-minimalismo dal vago sapore negazionista che si arrampica sugli specchi per vendere il suo libro – Antifascisti immaginari – dove sostiene la tesi spericolata che di questi tempi l’antifascismo è anacronistico in quanto tutte le intemperanze verbali di Meloni contro la stampa, contro i magistrati, contro l’opposizione, contro chiunque osi criticarla, non sono che boomerang che danneggerebbero lei in primis, malgrado i vantaggi riscontrabili dalla crescita dei consensi al suo partito. Chi si allarma, per Padellaro sbaglia perché Meloni è del tutto inoffensiva, anzi autolesionista, e se i sondaggi la favoriscono è colpa dell’opposizione, non certo merito suo! Dalla minimizzazione del pericolo neofascista alla banalizzazione dell’allarme per la crisi della democrazia lanciato da Schlein, il passo è breve. Schlein viene accusata da Padellaro e dai suoi sodali di essere scontata, ripetitiva e fuori tempo massimo perché il problema non esiste. Certo, a fronte del busto di Mussolini caro a La Russa, dell’operazione nostalgia, degli attacchi alla stampa e alla magistratura, dei cori fascisti … perseverare nella negazione dell’innegabile suona un tantino diabolico e richiede, più che il coraggio, una gran faccia tosta! Il messaggio, nemmeno troppo criptico, è il seguente: Meloni non mi piace molto, ma in mancanza di meglio, teniamocela stretta perché non si sa mai… se si vuole restare a galla è bene sapere da che parte soffia il vento. Per inciso, riguardo all’apprezzamento unanime per le dure parole pronunciate dal ministro Crosetto contro i cori fascisti di Parma, viene da chiedersi: Cos’è che ha tanto indignato il ministro, il fango gettato sull’immagine di FDI o la caduta della sua maschera pseudodemocratica? Anche l’accusa di anacronismo usata da Marco Travaglio contro il giornalista Paolo Berizzi fa parte del repertorio del dagli all’untore per confinarlo nel museo dei residuati bellici. Il libro segreto di CasaPound, nel qualeBerizzi ricostruisce i trascorsi tra FDI e il centro neofascista, viene liquidato da Travaglio in modo sprezzante perché non attuale in quanto l’idillio fra l’Associazione e Meloni, risalente al periodo precedente al suo incarico governativo, sarebbe finito da un pezzo per la delusione di Casa Pound nel riscontrare una carenza di spirito fascistoide nell’azione del suo governo. Travaglio rilancia l’immagine inoffensiva della Meloni – fascista all’acqua di rose – sostenuta dal suo socio Padellaro, per mettere in risalto il donchisciottismo di un’opposizione che arriva sempre dopo i fochi. Solo se non si approva il governo ha senso criticare l’opposizione che non si oppone come dovrebbe, ma se invece, sotto sotto non lo si disapprova, allora sì che ha senso attaccare l’opposizione che si oppone! Perché gli attacchi aumentano quando si alzano i toni, non quando si abbassano. Ed è proprio questo ciò che succede e lo dimostra il fatto che Schlein viene attaccata quando si oppone di più, non quando si oppone di meno!Forse l’opposizione non è proprio così inetta come si vuol far credere. Se il governo fosse inoffensivo e l’opposizione lo fosse altrettanto, che problema ci sarebbe? Saremmo dunque un popolo di inoffensivi? Tutti inoffensivi, anche gli scalmanati Fratellini d’Italia che inneggianoal duce e alle svastiche che ogni tanto balenano qua e là … ? Dai fasti offensivi del fascismo siamo forse passati all’innocua modestia dei conigli? Il fascismo? Chi se lo ricorda più? E Giorgia Meloni? La Presidente del Coniglio!?
Anna Maria Guideri 03-11-2025
