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Le carcerazioni di volontari che da sempre sostengono il popolo palestinese, propagandandone il diritto alla lotta di liberazione, difendendone i diritti con gli strumenti della parola e dell’azione umanitaria, frutto della tesi – tutta politica – che tutte le organizzazioni palestinesi che operano nella Striscia di Gaza e nei Territori occupati siano terroristiche comprese le strutture politiche e amministrative e le associazioni caritatevoli islamiche, è un teorema politico che crollerà in Tribunale, se non già durante l’istruttoria.
Dal 7 ottobre 2023, dopo l’orrendo pogrom antisemita che ha accompagnato l’attacco palestinese in territorio israeliano e l’inizio del genocidio della popolazione araba della Palestina, i maître à penser della dis-informazione italiana propagatori del “mondo libero”, della “democrazia” e delle radici giudaico-cristiane fanno di tutto per annullare la partecipazione emotiva, la commozione e la solidarietà della gioventù, del popolo lavoratore e della gente comune verso il martirio del popolo palestinese.
Ho imparato da bambino che polizia, esercito e Magistratura costituiscono l’essenza di qualsiasi Stato. Per questo non mi meraviglio della subalternità di tanti magistrati ai valori delle classi dominanti e non sposo a priori le tesi di un magistrato qualsivoglia e non credo alla presupposta neutralità, né alla “imparzialità”.
Ciò nonostante, chiudo queste righe di sdegno e solidarietà per le vittime della repressione antipalestinese in Italia invitandovi a votare NO al prossimo referendum: l’indipendenza della Magistratura da un potere politico che già comanda su polizia e forze armate è una garanzia in più.
È interesse del movimento operaio difendere l’indipendenza della Magistratura.
Andrea Montagni
Consegnato in redazione il 30 dicembre 2025
