Skip to content
Stoccafissi & Baccalà Stoccafissi & Baccalà

L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

  • Home
  • Chi siamo
  • Collabora
  • Scrivici
  • Privacy Policy
Stoccafissi & Baccalà
Stoccafissi & Baccalà

L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

La finanza che si autopromuove /a.Volpi

La Redazione, 22 Settembre 2025

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro Giorgetti hanno celebrato con grande fasto la promozione dell’agenzia di Rating che porta il debito italiano da BBB a BBB più. Forse sono ncessararie però alcune considerazioni in merito. La prima. Il giudizio di Fitch si basa fondamentalmente sulla capacità dello Stato che emette il debito di garantirne il pagamento. Tale capacità, a sua volta, viene fatta discendere dalla stabilità politica del paese, dal livello di indebitamento che deve essere tendenzialmente basso soprattutto in relazione al Pil, dalla solidità delle istituzioni finanziarie e dalla natura e dall’andamento del mercato del lavoro. In altre parole, un paese con un governo che non avesse opposizione è più sicuro di una democrazia matura, un paese che fa poca spesa sociale e magari ha un Pil trainato solo da esportazioni e da rendimenti finanziari di cui beneficiano le classi alte è più sicuro, un paese che ha un mercato del lavoro con poche rivendicazioni in termini di aumenti salariali è più sicuro. Per essere ancora più chiari non compaiono nelle valutazioni di Fitch, come della altre agenzie di rating, le disuguaglianze sociali se le eventuale tensioni sono bene sorvegliate, non figurano indicazioni sulla natura del Pil, se cioè dipenda in larga misura dalla rendita piuttosto che dal lavoro e neppure contano le considerazioni sulla capacità del sistema delle banche e delle assicurazioni di garantire servizi collettivi non conidizionati dal monopolio. Verrebbe da dire che Fitch, come le altre agenzie di rating, preminano austerità disuguaglianza sociale, riduzione della spesa pubblica e sistemi bancari e finanziari monopolistici. In pratica premiano il capitalismo finanziario. Non è un caso dunque che nei primi 10 posti della classifica di Fitch ci siano 3 partisi fiscali, la Svizzera, la Norvegia, che dispone di un colossale fondo sovrano alimentato da petrolio e gas, e paesi con poco debito e disuguaglianze non trascurabili. Infine vale la pena ricordare che Fitch è di proprietà del gruppo Hearst, con la presenza, oltre che dei membri della famiglia, dei grandi gestori del risparmio – le Big Three –  attraverso alcuni fondi fiduciari.

Un’ultima considerazione riguarda la tanta sbandierata riduzione del costo degli interessi per effetto della promozione: in merito bisognerebbe ricordare che BBB più è ancora una collocazione a rischio e dunque il beneficio in conto interessi è tutto da valutare, visto peraltro che i decennali italiani pagano oltre il 3% e devono fare i conti con una vasta concorrenza più remunerativa a cominciare dai titoli Usa. E poi, proprio per i criteri già ricordati, se il governo Meloni approvasse una legge di bilancio meno dipendente dall’austerità e dal riarmo, che non è conteggiato ai fini dei vincoli europei, è molto probabile un aumento ulteriore degli interessi in barba a Fitch. Insomma Giorgia Meloni esulta per la mini promozione fornitale da un arnese dell capitalismo finanziario i cui benefici, in termini di finanza pubblica e quindi per la popolazione italiana sono pressoché inesistenti, mentre per la presidente del Consiglio significa la piena dichiarazione di fede all’ordine della grande finanza Usa.

Alessandro Volpi Facebook 22-9-25

Print Friendly, PDF & Email

Correlati

Alessandro Volpi

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Articoli recenti

  • Intelligenza artificiale … o chiamala scema
  • Quella casetta in Elledà
  • Il diavolo e l’acqua santa
  • GIORGIA A ZIG-ZAG /am Guideri
  • Il leccaculismo
  • Si dice scacco ma s’intende matto
  • Imprenditori d’Italia
  • MOTTI DA LEGARE 51 /am Guideri
  • Federico l’apostata e l’Occidente dorato
  • Che uomo colto! e pure arguto!
  • E mo’ pure ’e ricche hanno a chiagnere 
  • Gli Stati Uniti e la crisi della prevedibilità
  • Loro alla Patria. L’oro… altrove 
  • Nemici ovunque, anche nei dati
  • quella certa “Sinistra” /Volpi e Recalcati
  • “Ccà nisciuno è fesso” (D. Trump)
  • La Carrozzina da I racconti di Gino
  • Padri di patrioti
  • SOLOVYOV vs SALLUSTI 10-0
  • Sepolcri imbiancati
  • Il Vecchio e la Panchina da I racconti di Gino
  • Hybris della Garbatella
  • Palantir e il diavolo
  • GRAZIE ELLY! /a.m.Guideri
  • Fotografie di un modello per ricchi /a.Volpi fb
  • Ha vinto il figlioccio politico di Orbán
  • Le larghe visioni del Campo Largo /glb
  • La trebbiatura da I racconti di Gino
  • Guerre affari debiti /a.Volpi
  • Pasqua 2026
  • Week-end in campagna da I racconti di Gino
  • Guerra e recessione /a.Volpi
  • La Fiera da I racconti di Gino
  • Guerra mondiale a pezzi e quattrini a palate
  • La maestrina dalla penna nera
  • È SEMPRE COLPA VOSTRA!
  • Fotografia. Tracce fiorentine / Mario Strippini
  • Amerika über alles : le vite parallele
  • Aggressione all’Iran. Quello che i giornali italiani non scrivono /a.Volpi FB
  • MOTTI DA LEGARE 50 /a.m.Guideri
  • La parola più veloce del West
  • La Cina spiegata all’occidente. Presentazione del libro con l’autore Pino Arlacchi
  • Perché il mio NO /a.m.Guideri
  • ANPI e ARCI all’Isolotto
  • PIANGO AL MEGAFONO /a.m.Guideri
  • Ur-nazismo … made USA
  • Quando ce vo’ c’è vo’ /Mente Alchemica fb
  • LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba
  • LA BELLA E LA BESTIA /a.m.Guideri
  • Gaza Minneapolis Torino /i.Dominijanni

Categorie

©2026 Stoccafissi & Baccalà | WordPress Theme by SuperbThemes