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Il re s’è ignudato

La Redazione, 23 Gennaio 202623 Gennaio 2026

Post di Termometro Geopolitico Facebook 21-1-26
“L’ordine internazionale basato su regole era una finzione”: l’incredibile ammissione di Carney a Davos

In un discorso destinato a entrare nei libri di storia, il Primo Ministro canadese Mark Carney, ex Goldman Sachs e già governatore della Banca del Canada, ha pronunciato parole che segnano una svolta epocale nella diplomazia occidentale, quantomeno sul piano della comunicazione e della dialettica. Parlando al World Economic Forum di Davos, Carney ha ammesso apertamente che la tanto decantata retorica sull’”ordine internazionale basato su regole” non era altro che una “finzione” utile a giustificare l’egemonia statunitense. Un’ammissione straordinaria, che arriva da un leader di un paese storicamente allineato con Washington. e all’anglosfera, e che riflette il profondo cambiamento in atto nel panorama geopolitico globale.

Le parole di Carney a Davos

«Sapevamo che la storia dell’ordine basato sulle regole era parzialmente falsa… Sapevamo che il diritto internazionale veniva applicato con rigore variabile a seconda dell’identità dell’accusato e della vittima» ha dichiarato Carney dinanzi all’élite globale riunita nella lussuosa località svizzera di Davos. «Questa finzione era utile [per i beni forniti dall’egemonia americana]… Così abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai riti. E in gran parte abbiamo evitato di denunciare le discrepanze tra retorica e realtà. Questo patto non funziona più. Lasciatemi essere diretto».

Il premier canadese ha poi aggiunto: «Siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione…Le grandi potenze hanno iniziato a usare l’integrazione economica come arma, i dazi come leva, le infrastrutture finanziarie come coercizione, le catene di approvvigionamento come vulnerabilità da sfruttare», ha affermato.

«Non si può vivere all’interno della menzogna del beneficio reciproco attraverso l’integrazione quando l’integrazione diventa la fonte della propria sottomissione», ha dichiarato Carney, con una franchezza che ha suscitato applausi e stupore tra i presenti.

La fine di un’era

Questa incredibile confessione non solo segna la fine di un’era, ma evidenzia come i paesi occidentali, inclusi Canada, UE e Regno Unito, abbiano consapevolmente perpetuato una narrazione falsa per trarne benefici. Carney ha sottolineato che l’ordine post-bellico, dominato dagli Stati Uniti, forniva beni pubblici come rotte marittime aperte, un sistema finanziario stabile e meccanismi per risolvere dispute, ma a un prezzo: l’asimmetria nelle regole.

Come nota Politico, il discorso di Mark Carney al World Economic Forum (WEF) si basa sulla sua storica dichiarazione secondo cui la tradizionale relazione del Canada con gli Stati Uniti è “finita”. In quel discorso, Carney ha sintetizzato con chiarezza che, pur dovendo rafforzare la propria economia, il Canada avrebbe dovuto affrontare un momento in cui sarebbe stato necessario guidare la creazione di un nuovo ordine mondiale “tra paesi affini” che escludesse gli Stati Uniti, definendolo al contempo una “tragedia” e una “nuova realtà”.

Nel suo intervento di martedì al WEF, Carney ha fatto un riferimento velato alla guerra commerciale di Trump contro il Canada — avviata in modo sostanziale persino prima dell’insediamento del presidente, un anno fa — affermando: «Il Canada è stato tra i primi a sentire il segnale di allarme, portandoci a modificare fondamentalmente la nostra postura strategica». Non a caso, il discorso di Mark Carney a Davos ha chiuso un’intensa tournée in tre Paesi, durante la quale il premier canadese ha siglato nuove partnership strategiche con Cina e Qatar e ha avviato negoziati per accordi di libero scambio con l’India, oltre a esplorare intese con i principali blocchi commerciali del Sud-est asiatico e dell’America Latina.

Il commento di Greenwald

Certo, nella sua tardiva ammissione Mark Carney lascia emergere un aspetto sconcertante, come ha opportunamente sottolineato Glenn Greenwald: «La parte più sorprendente e rivelatrice del discorso di Carney è che non ha finto che esistesse un “ordine internazionale basato su regole” fino all’arrivo di Trump, per poi vederlo crollare. Ha ammesso apertamente che si è sempre trattato di una finzione, ma che UE, Regno Unito e Canada l’hanno sostenuta e perpetuata perché ne traevano concreto vantaggio».

In questo senso, Donald Trump può vantare almeno un merito indiscutibile: ha smascherato e spazzato via decenni di ipocrisia e retorica consolatoria, costringendoci – in modo brusco, spesso sgarbato, ma inesorabilmente realistico – a guardare in faccia la vera natura delle relazioni internazionali: non un ordine ideale retto da regole condivise, ma un (dis)ordine dominato dall’anarchia internazionale e dal conflitto strategico.

di Roberto Vivaldelli

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