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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Guerrieri d’Europa e sinistrati d’Italia

La Redazione, 7 Marzo 20259 Aprile 2025

Stupenda la chiamata alle armi scritta da Scurati e pubblicata stamattina, ça va sans dire, dall’organo ufficiale del sinistratismo e del bellicismo italiani. Il capolavoro in questione si intitola “Dove sono ormai i guerrieri d’Europa?” e si basa su una tesi che, sintetizzando, è la seguente: dopo la seconda guerra mondiale noi europei siamo stati bravi a costruire un continente di pace e di solidarietà però siamo diventati degli imbelli (nel senso di inadatti alla guerra); è ora di ricordarci chi siamo stati da Maratona fino al Piave (testuale) e di riappropriarci di una volontà bellica. Del resto, chiude il sommo Scurati, la Resistenza antifascista ci ha insegnato proprio questo: che la guerra va ripudiata ma che a volte per costruire la pace bisogna combatterla.
Sipario, applausi.
Solo che, caro Scurati, cara Repubblica, cari sinistrati, cari compagni trasfigurati tutti:
1) Questo aggrapparsi alla Resistenza antifascista per giustificare la propria ansia belligerante non sta in piedi storicamente e soprattutto è profondamente disonesto. Perché sappiamo che la Resistenza è nata e ha combattuto in un paese nel quale, come dice la canzone che tanto vi piace, c’era l’invasor. Mentre nell’Italia di oggi non c’è nessun invasore salvo che in potenza e nelle vostre teste;
2) L’invasor sta in Ucraina, e nessuno vi proibisce di andare lì come le brigate internazionali in Spagna nel ’36. La verità è che sapete che combattere per quel pupazzo di Zelensky e fianco a fianco con i suoi amichetti del battaglione Nazov non è proprio la stessa cosa che arruolarsi nella colonna Buenaventura Durruti. E comunque di tutti questi cantori della guerra ne avessi visto uno e dico uno partire per il fronte;
3) La certezza che Putin si appresti a invadere l’Europa poteva trovare asilo solo, appunto, nelle vostre teste. Se vi foste dati il disturbo di leggere qualcosa di diverso da Repubblica sapreste che la Russia non ha alcun interesse strategico a mettere in atto un’operazione simile e soprattutto che, anche volendo, non ne avrebbe la possibilità. Questione di uomini, di mezzi e di molto altro. Questo chiaramente per quanto riguarda un’invasione: perché di testate nucleari da lanciare su tutto il continente ne ha eccome, e magari se continuiamo a provocare ci fa un pensierino;
4) Tirate in ballo la Costituzione ma dell’Articolo 11 vi siete completamente dimenticati. Mettetevi d’accordo con i vostri amici Giorgia e Matteo e abrogatelo, così la facciamo finita;
5) Scurati con un bel giochino di parole ci ricorda il fatto che dopo la guerra l’Europa ha dirottato le proprie risorse dal “warfare” al welfare e che sarebbe ora di ripensarci. Detto fatto, Von der Leyen ci ha già pensato 800 miliardi di volte. Ma nessuno – né Scurati, né la VdL né alcun sinistrato – ci spiega che fine abbia fatto quell’austerity che per anni è stata la stella polare di tutte le politiche comunitarie e nel nome della quale si sono compiuti massacri sociali devastanti. Ma come ve la spiegate questa, cari democratici europeisti? I vincoli di bilancio per le scuole e gli ospedali sì e per le bombe no? Ma davvero non vi sorge un dubbio riguardo ai vostri ragionamenti?
5 e infine) Di essere diventati imbelli dovremmo andare fieri; di essere diventati imbecilli un po’ meno. Perché che nessuno trovi da ridire sul fatto che Von der Leyen abbia deciso che lo stanziamento di 800 miliardi non verrà votato dal Parlamento europeo è, semplicemente, incredibile.
Perché egregi signori, è allucinante che non vi rendiate conto del fatto che da queste parti della democrazia che tanto amiamo (amate) sbandierare non c’è più traccia da un pezzo. Ma conosco la vostra risposta: di fronte a questioni di interesse superiore non c’è tempo per certi orpelli.
Più o meno la stessa che a suo tempo, e questo Scurati dovrebbe saperlo bene, uscì dalla bocca di Benito Mussolini e di ogni bravo fascista. Gente che di guerra, come voi, non vedeva l’ora.

Marco Arturi, Facebook 5-3-25

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