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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

lo gnomo dispettoso

E IL POPOLO CREO’ DIO …

La Redazione, 17 Aprile 202417 Aprile 2024

Fra le tante analisi che circolano e che non accennano a diminuire – nonostante la sua scomparsa – su Silvio Berlusconi, quella di Andrea Scanzi in particolare, mi ha indotta a riflettere. Secondo Scanzi Berlusconi ha incarnato al meglio il peggio degli italiani costituendo un fenomeno degenerativo sul piano etico, culturale, democratico; una vera e propria jattura derivante dall’uso spregiudicato del suo immenso potere mediatico ed economico che gli italiani hanno assecondato, subìto, venerato, imitato nel costume, nel modo di rapportarsi alla realtà sociale e istituzionale. Se questo è vero – e non credo ci siano dubbi in proposito – poiché lui non è il primo che ha rovinato l’Italia, potendo vantare illustri precedenti ad esempio , in Mussolini, mi chiedo se sia il popolo da considerarsi vittima del pifferaio di turno o se è lui stesso artefice del proprio destino e della propria rovina fabbricando di volta in voltail pifferaio che più lo aggrada o, se mi si consente, il mostro creato da Frankenstein. Insomma, chi rovina chi? Il popolo italiano è vittima prima di Mussolini, poi di Berlusconi, ora della Meloni o è lui che se l’è voluti? Non è forse il popolo italiano che ha creato ad hoc un personaggio potente che incarnasse impunemente al peggio i suoi difetti in modo da potercisi rispecchiare, compiacere, legittimare? Non sono forse gli italiani dei geni – e la storia lo conferma – capaci delle più mirabolanti invenzioni tali da celebrare ed esaltare la propria smisurata grandezza creativa non solo nell’arte, ma anche nella criminalità? E chi, più di Berlusconi, poteva essere il capolavoro assoluto di quel popolo che lo ha a lungo vagheggiato, sognato, accarezzato nella propria mente fino a materializzarlo, fino ad infondergli lo spirito vitale? Il popolo, ammirando la propria creatura si riconobbe in lei e la lasciò libera per il mondo affinché realizzasse il suo disegno, i suoi sogni inconfessabili e proibiti: conquistare il potere ed usarlo a piacer suo facendo strame dell’etica, della politica, della democrazia, del decoro, della dignità umana e civile. Berlusconi, parlando di se stesso amava definirsi concavo o convesso a seconda delle circostanze e soprattutto delle convenienze, dimostrando così di non possedere un’identità ben definita in quanto plasmabile e adattabile alle più svariate situazioni senza che qualche freno di natura etica ostacolasse la sua marcia trionfale. Questo suo clownesco funambolismo non è forse la prova provata che fosse etero diretto da un grande burattinaio in grado di fargli interpretare tutte le parti in commedia, quelle che il suo autore – il popolo – non osava interpretare apertamente? Paradossalmente, non è stato Berlusconi a creare il berlusconismo, sono stati gli italiani a crearlo. Silvio, un fantoccio animato da un ventriloquo che si serve di lui per realizzare il proprio inconfessabile delirio di onnipotenza? Credo anche che , a differenza del mostro di Frankenstein, Berlusconi non sia sfuggito al controllo del suo artefice, ma risorga e agisca all’infinito sotto la sua guida , assumendo via via sembianze e identità diverse, ma conservando intatta la sua natura populista e fascistoide: il meglio del peggio degli italiani

Anna Maria, 15-04-2024

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Anna Maria Guideri Autore dell'articolo

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