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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Aggressione all’Iran. Quello che i giornali italiani non scrivono /a.Volpi FB

La Redazione, 1 Marzo 20261 Marzo 2026

di Alessandro Volpi

Le ragioni economiche della guerra all’Iran : gli Usa sempre più vicini alla follia di voler riconquistare il Mondo.
Un breve post di Alessandro Volpi su FB

Ci risiamo. Come nel caso dell’Iraq dove l’attacco fu motivato dal riarmo di Saddam Hussein, anche nel caso dell’Iran, le motivazioni di Trump sono legate al “pericolo” nucleare degli ayatollah.

I media italiani sono solerti nel credere a questa lettura, aggiungendovi le notazioni relative alla “lotta di liberazione” dei giovani iraniani. Mi sembra che le cose siano assai diverse e provo a mettere in fila alcune riflessioni

1) Gli Stati Uniti stanno attraversando una profonda crisi legata alla debolezza del dollaro e alla difficoltà di collocare il proprio gigantesco debito federale di quasi 40 mila miliardi di dollari. Per evitare la fuga dal dollaro e per trovare compratori del debito hanno la necessità di obbligare le petromonarchie ad accettare le pressioni Usa in tal senso.

Nel 2025, i paesi del Golfo hanno ridotto le proprie riserve in dollari e in debito Usa, comprando oro, che per la priva volta ha superato nei fondi sovrani e nelle banche centrali di tali paesi la valuta americana. Si tratta di una situazione pericolosissima per la tenuta dei conti pubblici di Trump che rischia il default. In tale ottica l’attacco all’Iran, la destabilizzazione dello Stretto di Hormuz, la prospettiva di condizionare quel transito in modo decisivo sono determinanti per riportare le petromonarchie sulla via della dollarizzazione esclusiva.

2) Trump ha deciso di puntare sui combustibili fossili per rilanciare la propria affannata economia. In questo senso, gli Stati Uniti devono avere il controllo di tutte le rotte petrolifere e gasiere, dal Mar Rosso, a Suez e allo Stretto di Hormuz.

Abbattere l’Iran significa togliere peso agli Houty e dunque normalizzare alcuni transiti, compreso Suez, decisivi per portare il gas liquido naturale ai paesi europei che hanno sviluppato una dipendenza cruciale dopo le sanzioni alla Russia. Nella stessa logica poter piantare la bandiera americana su ogni aree dove ci sono riserve energetiche ingenti, dal Venezuela, all’Iran, alla Groenlandia, alla Nigeria, significa davvero dare un sottostante reale ad un’economia che ormai non cresce più dell’1% e matura un duro scontro sociale interno.

3) Un clima di guerra nel Golfo sta facendo aumentare le commesse delle petromonarchie alle società Usa: Lockheed Martin, Northrop Grumman e L3Harris aumenteranno il volume delle loro commesse arabe e i loro titoli saliranno così come salirà il prezzo del petrolio. A beneficiarne saranno le Big Three, BlackRock, Vanguard e State Street che sono i principali azionisti delle major delle armi e del petrolio. In cambio di ciò i super fondi continueranno a comprare debito Usa, di cui detengono già circa il 40%.

4) L’attacco all’Iran rientra nel progetto economico del Grande Israele che deve essere il perno della tenuta della dollarizzazione per tutta l’area mediorientale e il “socio” dell’amministrazione Trump nei grandi affari di quel perimetro secondo il modello del Board of Peace, vera sede domestica di gestione finanziaria ed economica del nuovo imperialismo.

5) E’ evidente che ormai Trump ha rotto ogni indugio e ha scelto la strada più pericolosa per tentare di salvare il capitalismo a stelle e strisce ricorrendo a piene mani allo strumento militare e scommettendo, come un giocatore d’azzardo, sulla mancata risposta degli altri soggetti internazionali. E’ sicuro infatti che l’Unione europea e i paesi assoggettati, come l’Italia, non fiateranno, al di là di qualche inutile starnazzo, e spera che la Cina e la Russia non reagiscano o magari ne approfittino per accentuare le loro pressioni su aree di interesse specifico. Si tratta di una scommessa gravissima perché, almeno nel caso della Cina, la destabilizzazione dell’Iran non pare proprio accettabile.


(Post Facebook del 28 febbraio 2026)
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