(La sicurezza ingannevole della democrazia che non ha saputo impedire la vittoria dei neofascisti)
La quercia ammiriamo
che non prova spavento
per la forza del vento.
Impavida resta nella tempesta
e nessuno più di lei è
sicuro di sé.
Sta lì ben piantata,
si sente al sicuro,
ma trema il presente,
incerto è il futuro.
Chi può abbattere
il suo tronco possente,
strappar le radici
e ridurla a niente?
Nella sua secolare baldanza,
come può accorgersi
della bufera che avanza?
Chi può vantare tanta bontà
per i grandi doni che fa
a tutti quanti indistintamente
secondo giustizia, sapientemente?
Chi può donare la verde chioma
folta e fluente
che mitiga il sole, ristora la gente?
Come può immaginare
che con la tempesta
un fulmine arrivi
e le tagli la testa?
Anna Maria Guideri 29-10-2026
