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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Miti e leggende da sfatare: la maggioranza (amg)

La Redazione, 17 Luglio 2022

E’ dato per scontato che non si possa parlare di democrazia senza rispettare le decisioni della maggioranza, ma non è altrettanto scontato che tutte le maggioranze prendano decisioni democratiche. Nella generale – e spesso strumentale – semplificazione in atto, la maggioranza viene sventolata come vessillo della democrazia: una scusa buona per tutte le occasioni e per farsi, anche a torto, tutte le ragioni. Si tappa così la bocca a chi dissente, forti di una superiorità numerica che conferisce non solo il vantaggio della vittoria, ma anche quello di possedere la verità. E questo è in netta contraddizione con il concetto di quella democrazia che la maggioranza crede di incarnare. E’ usata come un passepartout per tutte le controversie: la carta vincente per sostenere argomenti perdenti. Ma la maggioranza non abita da sola, convive, non proprio pacificamente, ma inevitabilmente, con la minoranza. L’una non esiste senza l’altra: vivono e muoiono insieme. Entrambe possono affermare, a buon diritto, di appartenere al sistema democratico – anche se con un peso decisionale diverso – per un fatto di numeri, ma non di contenuti. La disponibilità superiore dei voti attiene alla maggioranza, le decisioni che per mezzo dei voti vengono prese, attengono alla democrazia. La quale è più riconoscibile dalla qualità dei provvedimenti che vengono votati che dalla quantità di voti che essi ricevono. Eppure, nella situazione socio-politica confusa che stiamo vivendo non sembra che queste idee siano ben percepite dalla maggioranza sia dei cittadini comuni che dei politici. La maggioranza è vissuta come una specie di elisir di eterna giovinezza della democrazia, tanto che si fa di tutto per mantenerla in forma ricorrendo ai restyling più all’avanguardia assemblando pezzi così male assortiti da dare vita, come nell’attuale maggioranza parlamentare, ad un vero e proprio ircocervo, ad un oggetto non meglio identificato che viene chiamato democrazia. L’importante è fare numero, poi, con chi e per che cosa, è secondario. Siamo nel caos? Nella stagnazione? C’è tutto e il suo contrario …? E’ la maggioranza, bellezza! E se così vuole la maggioranza, così vuole la democrazia! Questo è l’equivoco che induce coloro che dispongono della maggioranza dei voti a spacciare per democrazia tutte le cazzate che votano e tutte le buone leggi che non votano. La democrazia e la maggioranza non vanno confuse. La democrazia non può fare a meno della maggioranza, ma purtroppo la maggioranza può fare a meno della democrazia varando provvedimenti contrari allo spirito democratico. Così, paradossalmente, capita che le varie maggioranze, in virtù del potere decisionale conferitogli dalla democrazia, adottino provvedimenti poco democratici o non rimuovano, come recita l’articolo 3 della nostra Costituzione, gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini … Come quelli contro i migranti, contro la parità di genere, contro lo ius scholae, contro le coppie omosessuali, contro il trattamento di fine vita … Se il criterio di maggioranza è considerato un valore in sé tanto da oscurare il merito su cui si deve pronunciare, prevarrà la ragione della forza sulla forza della ragione con tanti saluti alla democrazia! Sembra strano, ma la democrazia ha il suo punto debole proprio nei suoi punti di forza: i valori. Il suo germe autodistruttivo nasce dall’elevatezza dei suoi ideali, dal riconoscimento dei diritti umani. Le sue regole garantiste le si possono ritorcere contro per eccesso di zelo,. Come nel caso dell’Assemblea delle Nazioni Unite dove vige il criterio del voto unanime che di fatto blocca spesso decisioni importantissime. Di democrazia si può morire? Forse sì, verrebbe da dire, sia per eccesso di zelo come nel caso dell’ONU, sia per averla fraintesa credendo che basti prendere qualche voto in più per definirsi democratici e avere ragione. Di democrazia si può morire? Noi no; è la democrazia che muore per mano nostra, cosa che succederà con il futuro governo italiano se vincerà – democraticamente – la destra di Meloni e Salvini.

Anna Maria Guideri, 16-07-2022

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