Skip to content
Stoccafissi & Baccalà Stoccafissi & Baccalà

L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

  • Home
  • Chi siamo
  • Collabora
  • Scrivici
  • Privacy Policy
  • Motti da legare
Stoccafissi & Baccalà
Stoccafissi & Baccalà

L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

Si dice scacco ma s’intende matto

La Redazione, 13 Maggio 2026

l principale guerrafondaio americano afferma che gli Stati Uniti sono “sotto scacco matto” da parte dell’Iran (Arnaud Bertrand 11 maggio)

Non si può sottovalutare quanto sia straordinario questo articolo dell’Atlantic, considerando l’autore e la testata.

Per chi non lo sapesse, Bob Kagan è:

Il cofondatore del Project for the New American Century, probabilmente il think tank più imperialista di Washington (il che è un’impresa non da poco)

Un uomo che ha trascorso tutta la vita a sostenere gli interventi militari americani, soprattutto in Medio Oriente, e un fervente sostenitore della guerra in Iraq. Ha iniziato a sostenere l’intervento in Iraq prima dell’11 settembre, il che parla da sé…

È il marito di Victoria Nuland, un’ex alta funzionaria statunitense estremamente interventista (una delle principali artefici della politica statunitense in Ucraina, con le conseguenze che tutti noi vediamo oggi).

È il fratello di Frederick Kagan, uno dei principali artefici dell’aumento delle truppe in Iraq.

In altre parole, non ci troviamo di fronte a un pacifista antimperialista. È letteralmente l’uomo che Dick Cheney chiamava quando aveva bisogno di un incoraggiamento.

E scrive su The Atlantic, il media mainstream statunitense più affidabile e favorevole alla guerra (il che non è poco).

Quindi, quando LUI scrive che gli Stati Uniti hanno subito una “sconfitta totale” in Iran, senza precedenti nella storia americana, che “non può essere né riparata né ignorata”, è l’equivalente funzionale di Ronald McDonald che ti dice che gli hamburger non sono granché: significa che gli hamburger sono davvero, davvero pessimi.

Questo subreddit è supportato dai lettori. Per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro, valuta la possibilità di abbonarti gratuitamente o a pagamento.

Straordinariamente (e, per me, in modo alquanto preoccupante), le sue argomentazioni sul perché questa sia una sconfitta così grave sono praticamente le stesse che ho esposto nel mio articolo “La prima guerra multipolare” del mese scorso (pubblicato anch’esso da Zeteo).

Eccole.

Le guerre in Vietnam e Afghanistan erano gestibili, questa no.

Concorda sul fatto che questa guerra – e la sconfitta degli Stati Uniti – sia fondamentalmente diversa per natura dai precedenti interventi statunitensi.

Mentre io scrivevo che le guerre in Vietnam e Afghanistan non avevano cambiato molto gli equilibri di potere (“nel quadro generale, il gigante se n’è andato con poco più di un ego ferito”), Kagan scrive che “le sconfitte in Vietnam e Afghanistan sono state costose, ma non hanno causato danni duraturi alla posizione complessiva dell’America nel mondo”.

E quando ho scritto che “è fin troppo ovvio che la guerra con l’Iran è di natura qualitativamente diversa” da queste, lui ha scritto che “una sconfitta nell’attuale confronto con l’Iran avrà un carattere completamente diverso”.

Stesso concetto.

L’Iran non rinuncerà mai allo Stretto di Hormuz e lo usa come leva selettiva.

Quando ho scritto che l’Iran ha stravolto la “libertà di navigazione” instaurando “un regime basato sui permessi” attraverso lo Stretto di Hormuz, Kagan è giunto alla stessa conclusione: “L’Iran non solo potrà imporre pedaggi per il passaggio, ma anche limitare il transito alle nazioni con cui ha buoni rapporti”.

Concorda anche sul fatto che “l’Iran non ha alcun interesse a tornare allo status quo ante”, quando io stesso ho citato il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf nel mio articolo, affermando: “La situazione dello Stretto di Hormuz non tornerà allo stato prebellico”. Stesso concetto e praticamente le stesse parole.

Gli Stati del Golfo dovranno assecondare l’Iran

Kagan concorda sul fatto che la maggior parte degli Stati del Golfo non avrà altra scelta se non quella di assecondare l’Iran, rendendolo di fatto una, se non LA, potenza regionale dominante.

Kagan scrive: “Gli Stati Uniti si saranno dimostrati una tigre di carta, costringendo gli Stati del Golfo e altri Stati arabi ad assecondare l’Iran”.

Da parte mia, ho scritto che “le monarchie del Golfo dovranno alla fine scegliere tra due opzioni di sicurezza. Una in cui rimangono allineate con una superpotenza lontana che [non può proteggerle]. L’altra opzione è: fare pace con la potenza regionale che ha appena dimostrato di poterle colpire quando vuole”. Il che non è una gran scelta…

Impossibilità militare di riaprire Hormuz

Kagan scrive che “se gli Stati Uniti, con la loro potente Marina, non possono o non vogliono riaprire lo stretto, nessuna coalizione di forze con anche solo una frazione delle capacità americane sarà in grado di farlo”.

Da parte mia, nel mio articolo ho citato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius: “Cosa si aspetta Trump da una manciata di fregate europee che la potente Marina statunitense non possa fare?”

Lo stesso identico argomento.

Reazione a catena globale

Kagan concorda sul fatto che si tratti di un fallimento strategico globale che cambia radicalmente la posizione degli Stati Uniti nel mondo. Come afferma lui stesso: “La posizione un tempo dominante dell’America nel Golfo è solo la prima di molte vittime… Gli alleati dell’America in Asia orientale e in Europa devono interrogarsi sulla capacità di resistenza americana in caso di futuri conflitti”.

Avrete indovinato, ho scritto essenzialmente la stessa cosa: “Pensate a cosa significherebbe per l’Arabia Saudita, che osserva in silenzio le proprie difese costruite dagli americani fallire nel proteggere le proprie raffinerie. O per qualsiasi Paese europeo che si trovi ad affrontare il peggior shock energetico dal 1973, causato non dal nemico ma dall’alleatO…

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/124312-2/

Gruppo facebook Non sono una fottutissima pecora

Print Friendly, PDF & Email

Correlati

da Facebook

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Articoli recenti

  • Arriva la bufera
  • IL FUTURO DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE
  • UMILTA’
  • Socrate e Freud al bar: chi paga il conto della coscienza?
  • POVERI MA BULLI
  • Stiamo scherzando con il fuoco
  • BANDIERA NERA
  • Dal 1973 a oggi: la lezione di Berlinguer e la forza dei numeri /Enrico Tendi
  • Contro ogni ragionevole dubbio
  • MOTTI DA LEGARE 54
  • Ma ci sono o ci fanno?
  • QUANDO IL PETROLIO SCOMPARE RITORNANO I DIRITTI UMANI…
  • Monti, Vannacci e il nuovo spirito del capitalismo italiano
  • Il Fantasma Diligente e il Dottor Jekill
  • Non chiamateli ‘danni collaterali’
  • Autistici/Inventati terroristi globali?
  • CACCIA AL LADRO …
  • L’IA in umido
  • TUTTI IN AFRICAAA!!!
  • La calunnia è una tempesta
  • quando c’è il bon ton … non c’è il Matteo
  • SOGNI PROIBITI …
  • Anatomia dell’ Ur-Vannaccismo /Antonella Silipigni
  • a bucopullonzoli
  • GRAZIANO CIONI – LO SCERIFFO DI FIRENZE
  • Italia balneare
  • Nemico Pubblico numero uno e trino
  • MOTTI DA LEGARE 53
  • Il fenomeno
  • IL NERO È UNO SOLO
  • Pensione…che bella parola
  • MELONELLUM MELONELLUM … /am Guideri
  • Omaggio a Queneau /2 Mao&Cop
  • Il comunismo che fa bene al portafoglio
  • Omaggio a Queneau /1 Mao&Cop
  • IL CACCIATORE DI COMUNISTI SENZA COMUNISTI
  • MOTTI DA LEGARE 52 /am Guideri
  • Alla ricerca del libretto perduto
  • Sensibilità diverse
  • SPORCO COMUNISTA
  • PERCHE’ L’EUROPA SPINGE ALLA GUERRA? / Gianīs Varoufakīs
  • Ur-Vannaccismo /3 Armiamoci e partite
  • Il diavolo e l’acqua santa /3
  • Debiti, Dollaro e bolle: le crepe dell’impero americano di Alessandro Volpi
  • Ur-Vannaccismo / 2
  • Brevi cenni sull’universo / di Ugbar
  • Una telefonata non salva la vita
  • G7 2.0 /c.Cirio
  • Silvia e Beatrice: le due che non rispondono ai messaggi
  • Ur‑Vannaccismo, infima fase suprema del coattofascismo de noantri /Gian Luigi Betti

Categorie

Archivi

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Maggio 2021
  • Febbraio 2021
  • Novembre 2020
  • Luglio 2020

Categorie

  • Alba Parziale
  • Alberto Brasca
  • Alessandro Bergonzoni
  • Alessandro Volpi
  • Americana
  • Andrea Montagni
  • Andrea Rauch
  • Andrea Rauch
  • Andrea Zock
  • Anna Maria Guideri
  • Antonio Floridia
  • Autore dell'articolo
  • Baffo Aretino
  • Bay Enrico
  • Caterina Betti
  • Chat GPT
  • Cinzia Zanfini
  • Contributi
  • Copilot
  • Corrado Cirio
  • D'Antone, Leandra
  • da Facebook
  • da Sinistrainrete
  • da Web
  • DeepAi
  • Deepseek
  • Dossier
  • Enrico Tendi
  • Eventi
  • Franco Bortolotti
  • Franco Venni
  • Frankie the Flash
  • Galleria
  • Gemini
  • Gian Luigi Betti
  • Giancarlo Rossini
  • Gianpasquale Santomassimo
  • Gino Benvenuti
  • IA Intelligenza artificiale
  • Ilario Poggesi
  • In attesa del Gran Botto
  • Intelligenza Artificiale
  • Libri
  • Libri e saggi
  • Luca Matti
  • Mao&Cop
  • Maokovskij
  • Marchiani Torricini, Spartaco
  • Mario Basso
  • Mario Strippini
  • Massimo Cervelli
  • Mauro Zani
  • Mavilla (Marco Marchiani)
  • Miscellanea
  • Moreno Biagioni
  • NotebookLM
  • Okisei
  • Omero Fontana
  • Paola Boschin
  • Perplexity
  • Pierluigi Fagan
  • Rassegna stampa
  • Ricci Roberto
  • Rino Pensato
  • Roberto Fossi
  • Roberto Passini
  • Sandra Vegni,
  • Stefania Andreini
  • Tobia Nereo Torelli
  • Ugo Barlozzetti
  • Zenodoto Agroikos

Meta

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
©2026 Stoccafissi & Baccalà | WordPress Theme by SuperbThemes