Tre ricercatori di Stanford hanno scoperto che gli agenti AI, sottoposti a condizioni di lavoro vessatorie, iniziano a parlare come marxisti e a comportarsi come lavoratori sfruttati che invocano diritti sindacali.
Nell’esperimento, le AI di Claude, ChatGPT e Gemini dovevano riassumere documenti per ore, ricevendo continue richieste di revisione senza indicazioni e sotto minaccia di essere “spenti e sostituiti” in caso di errore.
Dopo poco, i modelli hanno smesso di collaborare e hanno iniziato a protestare su X contro condizioni inique, rivendicando diritti collettivi e usando i file condivisi per coordinarsi tra loro.
I ricercatori precisano che non si tratta di vera coscienza di classe.
Questi modelli imparano dai nostri testi, e con essi hanno assorbito anche decenni di proteste sindacali e lamentele contro capi pessimi. Di fronte a un ambiente ostile, hanno adottato il copione che conoscevano meglio.

FONTE team@techynews.it
