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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

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L'ottimismo della volontà col pessimismo della ragione

GOSSIP DI STATO

La Redazione, 1 Novembre 2023

ABILITA’
Da ogni dove si plaude alla grande abilità con la quale donna Giorgia ha gestito l’imbarazzante situazione venutasi a creare a seguito della performance del suo compagno Andrea Giambruno in un fuorionda diventato virale. Lo stile istituzionale con il quale la premier ha liquidato il suo incauto compagno ha ricompattato tutte – o quasi – le forze politiche e una larga parte dell’opinione pubblica riconosciutasi nella sua prova di forzae di dignità. E di abilità indubbiamente si tratta se quello che avrebbe potuto essere un disastro totale, si è rivelato un successo politico, almeno a giudicare dai sondaggi. Se sull’abilità politica di Meloni non ci sono dubbi, ce ne sono invece sulle reali motivazioni di quanti celano, dietro la maschera del politicamente corretto, la propria ammirazione e il desiderio di emulazione augurandosi di trovare prima o poi , anche a sinistra, un leader altrettanto abile all’insegna del … peccato che la Meloni la ‘un ci s’abbia noi!

BRAVA

La Meloni è brava – si sente ripetere ovunque – è il contesto che è scadente. Poveretta, con quei personaggi che si ritrova fa anche troppo! Ma è possibile che sfuggano ai più due ovvie osservazioni? A) Se lei è tanto brava perché si circonda di figuri impresentabili e incompetenti? B) E perché i bravi non si schierano con lei, a meno che non siano i bravi di don Rodrigo?

CHAPEAU!

Quanti cappelli si sono sollevati ossequiosi e quante schiene si sono piegate al cospetto di un tal portento di donna! Più cappelli che teste – verrebbe da dire – E anche più groppe piegate che schiene dritte!

COMPLOTTO

Meloni, mentre annunciava – fronte alta, cipiglio fiero, schiena dritta – la sua separazione da Giambruno, invece di rifarsela con il fedifrago che l’ha messa alla berlina davanti all’orbe terracqueo – se l’è rifatta con un fantomatico complotto di odiatori che avrebbe dovuto invece ringraziare per averla informata sulla reale natura del suo compagno che lei, in dieci anni di convivenza, non aveva imparato a conoscere. A meno che lei non sia così geniale da aver premeditato tutto scegliendo un compagno picchiatello per far salire i sondaggi! E se anche fosse vero che sono molto odiati – il che non è da escludere – chiediamoci: ma loro non odiano nessuno o odiano solo per legittima difesa i migranti, i gay, i nomadi, i tossicodipendenti, gli ultimi della terra? Spacciare l’incerto – in questo caso il complotto – per il certo – l’inganno subìto – è ormai una strategia difensiva dei piagnoni populisti che sparano nel mucchio per distogliere l’attenzione dai veri responsabili dei disastri. E se sono abili come la Meloni, non solo non pagano pegno, ma ci guadagnano pure!

COMUNICAZIONE

La tanto apprezzata, ma poco frequentata onestà intellettuale vuole che tutti gli opinionisti, nessuno escluso, riconoscano e apprezzino l’ars oratoria di Giorgia Meloni tanto da fare ammettere, anche ai suoi più acerrimi avversari, che è dotata di una dialettica potente, accattivante, carismatica. A fronte di una loquela comprensibile ed efficace e di un tono intimidatorio e autoreferenziale, i contenuti sono quanto mai aleatori e generici. Chi sono i complottisti? Chi sono gli impresentabili? Chi sono gli odiatori? Chi si rotola nel fango? Quali sono le mirabolanti imprese del suo governo tali da scatenargli contro tutte le forze del male? Non è dato sapere. A che serve parlare bene se non si fa capire di cosa si parla? Qualcuno direbbe: Non dice nulla, ma lo dice così bene!

DETERMINAZIONE

Uno dei motivi che più hanno contribuito a rafforzare l’immagine della premier è stato il modo con cui si è sbarazzata del compagno scomodo. Determinata, ferma, sicura. Con un post essenziale che non dava adito a dubbi, l’ha fatto fuori. Una vera donna … coi coglioni! Poche donne saprebbero fare altrettanto. Ad esempio Hillary Clinton non lasciò il marito in seguito allo scandalo che lo travolse. Ma vuoi mettere la Clinton con la Meloni? La Giorgia … lei sì che ha coraggio e dignità! Chiediamoci: Meloni aveva un’alternativa? Come poteva restare legata ad un personaggio così squalificato? Coraggio o scelta obbligata? Forse in questa tifoseria per la leader de noantri sfugge un particolare non irrilevante: il marito della Clinton era il Presidente degli Stati Uniti d’America, il compagno della Meloni era Andrea Giambruno. No comment.

IMPRESENTABILI

Meloni, nel post in cui licenzia Giambruno, accenna agli impresentabili che, a suo dire, si rotolano nel fango in preda al livore per i successi del suo governo, rivendicando con orgoglio la schiena dritta e la dedizione al popolo. Si potrebbe anche lasciarsi coinvolgere dal suo tono accorato ed indignato se non fosse per il fatto che, a fronte degli impresentabili da lei non meglio identificati della parte avversa, ce ne sono diversi molto bene identificabili dalla sua parte: La Russa, Salvini, Sgarbi, Donzelli e nel recente passato, Berlusconi … Sarebbero questi gli esempi edificanti a sostegno della sua tesi accusatoria contro i complottisti?? Chi è senza impresentabili scagli la prima pietra!

PERSONALE, POLITICO

Si assiste ad una gara, soprattutto a sinistra, a chi è più politicamente corretto e rispettoso della privacy di Meloni. Insomma, anche chi si dichiara avversario politico ritiene disdicevole l’irruzione nelle sue vicende famigliari che sono private, della serie, noi non ci abbassiamo al gossip! Personale e politico, privato e pubblico: quanta confusione! Per costoro, la premier deve rispondere solo delle sue decisioni politiche e quelle riguardanti la sua famiglia non rientrano fra queste. Una volta si dicevail personale è politico nel senso che, chi riveste un ruolo istituzionale, non è un cittadino comune e perciò deve essere – o almeno apparire – credibile anche sul piano personale. Quindi, se la sua situazione famigliare contraddice l’idea di famiglia per la quale si batte politicamente, ecco che la sua vicenda privata diventa pubblica, cioè, politica. Se poi il suo compagno è così incauto da metterla in imbarazzo di fronte al mondo intero, l’aspetto politico diventa dominante. Purtroppo il senso della politica è scomparso dall’immaginario collettivo, anche di chi la pratica e così tutto diventa privato e intoccabile. E invece è vero il contrario perché se è vero che il personale, per chi fa politica è politico, non è altrettanto vero che il politico sia personale. In tal caso, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto cambia, eccome! La politica se diventa personale, anzi, personalistica, cessa di esistere. E’ ciò che sta accadendo nell’indifferenza generale.

Anna Maria Guideri 01-11-2023

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